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referendum 20161204 : Io voto NOIl referendum del 4 dicembre 2016 è senza quorum (il referendum sarà valido anche con una partecipazione minima di votanti): esprimi la tua preferenza!

Perché cambiare la costituzione, che fino a un anno fa tutti i politici sostenevano essere "la più bella del mondo" ?

Se pensi di votare SI, informati bene su quelli che saranno i cambiamenti prospettati dalla riforma scritta da Renzi, Boschi e Verdini! Fai una scelta consapevole!

Saresti disponibile a rinunciare al briciolo di democrazia rimasta, per avere un Senato non eleggibile? Già ci hanno tolto la possibilità di votare per i consiglieri provinciali!

Dovevano togliere le province, ma sono rimaste e non sono più eleggibili da noi. Dovevano togliere il Senato, ma rimane, con senatori non eletti.

Renzi dice di voler ridurre il costo della politica, riducendo il numero di senatori da 315 (eletti dal popolo italiano) a 100 (scelti dai partiti), con un risparmio annuo di 57 milioni di euro, ma spenderà più di 500 milioni di euro per questo referendum, che poteva benissimo essere accorpato alle prossime elezioni amministrative.

Purtroppo per Renzi, per attuare le sue riforme ed aumentare quindi il suo potere a discapito del Parlamento, i cittadini dovranno approvare la sua riforma, e per questo ha formulato il quesito referendario nascondendo gli aspetti negativi della riforma, ha speso 4 milioni di euro per informare gli italiani all'estero scrivendo le sole ragioni del SI, e sta facendo una intensa propaganda basata su falsità.

ATTENZIONE: è un referendum senza quorum, quindi basta il 50%+1 dei SI per far passare la riforma, anche se a votare non ci andrà nessuno!

Ma siamo sicuri che Renzi voglia veramente ridurre il costo della politica?

25 ottobre 2016: il M5S chiede di dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Il PD come vota? Contrario!

GENNAIO 2015: il M5S propone di dimezzare il numero dei parlamentari. Il PD come vota? Ancora contrario! Risparmio stimato se avessero approvato le proposte del M5S: 300milioni di €. Con questa riforma costituzionale il risparmio calcolato dalla Ragioneria del Senato è di circa 57 milioni di €. Cioè 90 centesimi a italiano all’anno.

Dicono anche che il Parlamento, con il cosiddetto Bicameralismo perfetto, è troppo lento. Siamo sicuri?

Dal 2013, questo Parlamento ha approvato una legge ogni 5 giorni! Più leggi di Francia, Germania, UK, USA. Il problema non è la quantità, è la qualità: questo governo che vuole cambiare la Costituzione è lo stesso che ha approvato il Jobs Act, lo schiavismo dei lavoratori pagati coi voucher, ha aumentato i licenziamenti, ha approvato il disastro della “Buona” Scuola, e la legge elettorale, che adesso vogliono cambiare di nuovo.
Il problema non è la velocità: quando gli conviene sono velocissimi! Il problema è che le leggi, secondo il Governo, devono passare senza che le opposizioni propongano emendamenti!

DICEMBRE 2011: il Parlamento approva la Legge Fornero in meno di 3 mesi!
SETTEMBRE 2015, si discute di 45 milioni di € di rimborsi elettorali e il Parlamento diventa sempre più veloce! 24 ore di lavoro tra Camera e Senato e la cosiddetta Legge Boccadutri è approvata!

Ma allora… che cosa vogliono ottenere con questa riforma? Quali sono i loro veri obiettivi?

1. Ci tolgono il diritto di votare. Credevi di poter eleggere i senatori che ti rappresenteranno al Nuovo Senato? Sbagliato! Verranno nominati dai partiti!
2. Sindaci e consiglieri regionali verranno nominati senatori. Lasceranno città e regioni e lavoreranno part time a Roma, con rimborsi e diarie stabilite da loro!
3. E guadagnano anche l’immunità parlamentare! Sì, proprio loro, quei consiglieri coinvolti nei vari scandali, dalla sanità in Lombardia alle mutande verdi in Piemonte!
4. Si passa da uno a più di 10 modi diversi di approvare una legge, con conflitti a non finire tra Camera e Senato. Risultato: il caos! Si, perché la riforma non abolisce il Senato!
5. Con la clausola di supremazia, il Governo potrà decidere di realizzare qualsiasi opera, inceneritori, gasdotti, trivelle e i cittadini non avranno più nessun modo di opporsi.

Cambiare per peggiorare? Meglio votare NO !


Manifesto dei valori di PD - Anno 2008

"La sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità della Costituzione, nella certezza che essa non è alla mercè della maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Partito Democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità, a metter fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza, anche promuovendo le necessarie modifiche al procedimento di revisione costituzionale." Poi quando sono loro alla maggioranza, allora si può anche sacrificare la Costituzione per dare maggiori poteri al Governo limitando i poteri del Parlamento, e maggiori poteri allo Stato limitando i poteri alle regioni.

Carta degli intendi del PD - Anno 2012 (documento con cui il PD si è presentato alle elezioni politiche 2013):

"Riformuleremo un federalismo responsabile e bene ordinato che faccia delle autonomie un punto di forza dell’assetto democratico e unitario del Paese" ma la riforma costituzionale va in direzione opposta, con l'accentramento dei poteri dalla Regione allo Stato.

"La sola vera risposta al populismo è la partecipazione democratica. La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia." ed intanto hanno tolto il diritto di voto al consiglio provinciale e vogliono togliere il diritto di voto per l'elezione dei senatori.

"Più rispetto delle regole, una netta separazione dei poteri, una vera democrazia paritaria e l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo", ma ora vogliono cambiarla!

Vogliamo dare ancora fiducia al PD?

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Borgo storico di Lago, ottimo per realizzare un albergo diffusoLa settimana scorsa si è svolta a Pieve di Soligo una serata informativa sulle opportunità offerte al territorio di Conegliano-Valdobbiadene nel caso venisse approvata la candidatura a Patrimonio dell’Umanità.

Nonostante i relatori abbiano ripetuto più volte che la candidatura è del Paesaggio, non del Prosecco, e che ci saranno vantaggi per tutti, più volte il Presidente Innocente Nardi ha ribadito l’idea di costituire 4 posti letto in ogni cantina.

Ma allora lo scopo reale della candidatura UNESCO non è dare un vantaggio a tutti i cittadini, bensì portare i turisti nel nostro territorio affinché acquistino il vino, dormano nelle strutture ricettive predisposte dai vignaioli, magari mangino negli agriturismi, alimentando così soltanto il business del settore agricolo!

Svanisce in questo modo anche l’unico beneficio che potevano avere i cittadini, ovvero la possibilità di ristrutturare e riqualificare le tante case abbandonate nei centri storici, spesso troppo piccole o inadeguate per essere abitate stabilmente, ma ottime per la realizzazione di bed and breakfast o di un albergo diffuso.

Crediamo che gli obiettivi debbano essere completamente rivisti: chi sta portando avanti l’iter per la candidatura UNESCO non deve pensare solo agli interessi degli agricoltori, ma dovrà favorire una distensione dei rapporti fra cittadini e agricoltori da attuarsi con i fatti, non solo con le parole, a partire dal divieto di utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura. In Italia ci sono una dozzina di bio-distretti, perché non porci anche noi un obiettivo così prestigioso?

Soltanto attraverso la riqualificazione dei centri storici per la realizzazione di alloggi turistici e la realizzazione di un bio-distretto in cui non si usino più pesticidi chimici, si potrà creare l’armonia e il coinvolgimento di tutti i cittadini, necessari per offrire ai turisti paesaggi incantevoli, possibilità di escursioni nelle colline anche d’estate e, non ultimo, un vino biologico d’eccellenza, a beneficio di tutta la comunità locale.

Foto: www.comune.revine-lago.tv.it

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Nel precedente comunicato abbiamo focalizzato l’attenzione sul ruolo del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, lamentando che da un lato predica bene, fornendo informazioni chiare e precise sull’efficacia di due prodotti fitosanitari biologici per il controllo degli insetti, e dall’altro razzola male proponendo anche principi attivi chimici “tra i quali il viticoltore potrà scegliere il preferito”. Ed i viticoltori hanno scelto, quasi tutti, i prodotti chimici, ma questo è lecito?
Ribadiamo che la “difesa integrata” stabilisce che al posto dei prodotti chimici si devono utilizzare i mezzi non chimici, qualora siano efficaci, concetto ribadito anche da VenetoAgricoltura.

Che ci sia un abuso di veleni nocivi ai quali la popolazione viene sottoposta lo dimostra la lista dei prodotti chimici consigliati nel Protocollo Viticolo 2017: si veda l’immagine in cui sono evidenziate le frasi di rischio corrispondenti agli effetti cronici sulla salute; alleghiamo anche l’etichetta del Dursban, uno degli insetticidi consigliati, con le relative informazioni mediche, che credo si commentino da sole. Di fronte a questi dati, chi può dichiarare che la popolazione è tutelata, e che la viticoltura del Prosecco è sempre più green??

protocollo viticolo 2017 insetticidi

chlorpyrifos dursban etichetta
I termini “green” e sostenibilità presuppongono il raggiungimento di un equilibrio sociale, mentre il Prosecco attualmente accentua le ostilità tra viticoltori e non, assomigliando più ad un’economia di mero sfruttamento incontrollato delle risorse piuttosto che ad un’economia sostenibile: avete idea di quali danni avrebbe l’intera società nel caso in cui UNESCO, a causa di questo sfruttamento intensivo, rigettasse la candidatura delle nostre colline a Patrimonio dell’Umanità?

Secondo l’ultimo monitoraggio di ARPAV, del 2015, dei 3.692.439 kg di principi attivi fitosanitari utilizzati in provincia di Treviso, addirittura il 32% ha effetti cronici sulla salute.

Questi sono dati, non chiacchiere, e se ancora non bastano, abbiamo molte altre evidenze scientifiche da offrire, ma basterebbe semplicemente pubblicare le etichette degli agrofarmaci che voi consigliate, dati scritti rosso su bianco, per far capire qual’è l’impatto dell’agricoltura, più di 3 mila tonnellate di prodotti chimici all’anno nella sola provincia di Treviso, sulla salute di tutti i cittadini.

I nostri toni risultano accesi perché siamo consapevoli che bisogna chiedere molto per ottenere poco: crediamo che il Consorzio di Tutela sia veramente un’ organismo in grado di dare una svolta, indirizzando gli agricoltori verso una viticoltura decisamente più rispettosa dell’ambiente, e siamo felici che da qualche anno il Consorzio dia indicazioni sulle tecniche agronomiche utili a ridurre l’uso di pesticidi.

Adesso però è ora di agire sul serio, visto che ormai la misura è colma e il malumore fra i cittadini è evidente, pertanto chiediamo al Consorzio di Tutela di rendere il Protocollo Viticolo vincolante per i produttori, togliere da subito tutti i prodotti che hanno effetti cronici sulla salute e dare informazioni chiare e ferme agli agricoltori: se c’è un prodotto biologico o mezzo non chimico efficace, si dovrà utilizzare obbligatoriamente quello! Introdurre analisi e controlli a tutti gli associati in modo da escludere dalla DOCG chi non rispetti le indicazioni del Consorzio. Possiamo contare su di voi? Avete una grande responsabilità nel condurre il Prosecco nella giusta direzione!

Ringraziamo per l’invito a visitare qualche vigna, che accetteremo volentieri quando darete una svolta significativa a questa agricoltura: conosciamo molto bene la realtà in quanto “respiriamo” tutti i giorni i “profumi” della terra, specie alla sera quando risulta impossibile stare in giardino a “godersi il fresco” o arieggiare casa. Comunque, finché vedremo irrorazioni fatte anche in centro paese con tute e maschere di protezione, siamo certi che i prodotti utilizzati non siano aderenti alle nostre aspettative e che il Consorzio, nonché le istituzioni, in qualche modo abbiano fallito la propria missione.

Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente le redazioni che diffonderanno questo comunicato, coscienti che potrà attirare ingiustamente le ire di alcuni inserzionisti cantinieri, ma che potrà anche fungere da stimolo per andare verso un miglioramento del prodotto Prosecco.

Movimento 5 Stelle Farra di Soligo

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Piretro efficace contro la cicalina, ma vengono consigliati anche altri prodotti chimici nocivi.

chlorpyrifos dursban etichettaIl tema del Prosecco sta animando molto il dibattito tra cittadini, che rivendicano il diritto di vivere in un ambiente sano, e le associazioni di categoria che smorzano i toni affermando che il problema dell’inquinamento da prodotti fitosanitari non esista e che l’agricoltura è sempre più “green”.

Dichiarazioni, queste ultime, molto ricorrenti ma mai supportate da dati concreti.

Il Consorzio di Tutela del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore, nel bollettino agronomico del 15 giugno 2017, presenta alcuni principi attivi chimici ad azione insetticida, per poi affermare che “il controllo biologico delle cicaline viene efficacemente perseguito mediante l’impiego di Piretro e Sali potassici di acidi grassi” ovvero due principi attivi autorizzati in agricoltura biologica.

La difesa integrata stabilisce che “Ai metodi chimici devono essere preferiti metodi biologici sostenibili, mezzi fisici e altri metodi non chimici se consentono un adeguato controllo degli organismi nocivi”, pertanto i viticoltori dovrebbero utilizzare solo i principi attivi “bio” consigliati dal Consorzio di Tutela, ma chi lo fa?

Chi controlla effettivamente che i trattamenti vengano fatti nel rispetto della legge?

Il Consorzio di Tutela predica bene ma razzola male, poiché lascia intendere all’agricoltore che possa utilizzare anche prodotti chimici, alcuni dei quali hanno gravi effetti sulla salute dell’uomo in quanto agiscono sul sistema nervoso. La difesa integrata non dovrebbe essere una forzatura, ma dovrebbe essere accolta dagli agricoltori come un principio di base da attuare spontaneamente, così come dovrebbe essere un principio normale cercar di tutelare la salute di se stessi e della propria famiglia... e intanto si continua a vedere agricoltori, muniti di tuta e mascherina, irrorare gli insetticidi nocivi anche nei vigneti confinanti con strade e abitazioni, anche all'interno dei centri abitati.

Fa sorridere leggere che “l’agricoltura ora è sempre più green” solo perché dal 2013 hanno tolto dal protocollo vitivinicolo il principio attivo Mancozeb, di cui si conosce la cancerogenicità fin dal 2002, e poi continuano a proporre il Metiram che fa parte della stessa famiglia.

Invitiamo il Consorzio di Tutela a dare un impulso veramente positivo all’agricoltura, stabilendo un disciplinare che segua scrupolosamente il principio della difesa integrata sopracitato, ed aprendo la strada ad una nuova mentalità secondo cui sia possibile produrre, magari con maggior sforzo, ma senza avvelenare aria, acqua e cibo. Finché non sarà maturata questa filosofia, sollecitiamo analisi di controllo dell'uva prodotta per escludere dalla DOCG i produttori che non rispettino il disciplinare, visto e constatato che su 5 marche di Prosecco DOCG analizzate nel 2016, 3 presentavano residui di Folpet, prodotto fitosanitario sospettato cancerogeno che non rientra nel Protocollo Vitivinicolo. Solo così potrà aumentare il prestigio di un prodotto di successo come il Prosecco, attualmente lasciato in balìa delle critiche pesanti, ma lecite, relative al metodo di lavorazione dei vigneti.

 

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logo Movimento 5 StelleAbbiamo una possibile data per il referendum sull’autonomia. Zaia ha detto che potrebbe essere il 22 ottobre 2017. Questo significa che non avremo un election day, e che quindi i costi per fare il referendum (14 milioni di euro) non saranno assorbiti da altre elezioni fatte contemporaneamente. Dunque, al momento saranno i cittadini veneti a pagare il referendum.

Questo a noi non va bene e rilanciamo la nostra proposta: abbiamo chiesto alla giunta regionale di abolire i vitalizi dei consiglieri e degli ex consiglieri regionali. In questo modo si risparmieranno proprio 14 milioni, la cifra che serve per fare il referendum. Sia la Casta e non i cittadini a pagarlo.

Zaia si era detto d’accordo davanti alle telecamere, ma al momento in Consiglio sta bloccando la nostra proposta. Ora non ci sono più scuse: bisogna decidere!
Vi informeremo sull’esito di questa nostra battaglia di giustizia.

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In campagna elettorale Luca Zaia prometteva di non alzare le tasse, con tanto di cartelli piazzati ovunque. In queste ore però il Veneto si è svegliato con una pesante tassa in più, reintrodotta proprio da Zaia: l’addizionale Irpef.



Oltre all’incoerenza di Zaia, ciò che fa arrabbiare i veneti è il motivo della nuova tassa. Zaia alza le tasse per tappare il buco creato da un suo grande fallimento: la superstrada Pedemontana veneta. Una superstrada che doveva costare 800 milioni di euro e che invece secondo la Corte dei Conti costerà 2,5 miliardi di euro.

C’è perfino un’altra promessa infranta dal governatore: questa grande opera doveva essere finanziata dai privati, attraverso il Project Financing. Invece non si sono trovati gli investitori, e ora la pagheranno i cittadini con le tasse.

Ma le brutte sorprese non finiscono qui. Oltre al danno, pure la beffa. Potrà sembrare assurdo, ma i veneti pagheranno la Pedemontana due volte: prima con l'addizionale irpef che introdurrà Zaia, e poi con il pedaggio!

Dicono che Zaia è pronto per andare a Roma come premier. Di certo ha imparato bene a recitare e a dire balle come Renzi. Da questo punto di vista non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori, ma non credo che gli italiani caschino più in trappole del genere.

Prima con Galan e da due mandati come presidente, Zaia governa il Veneto da vent’anni, eppure trova sempre il modo di scaricare barile su qualcun altro o di dire che non sapeva niente. Con questa nuova tassa finalmente in molti apriranno gli occhi. Passiamo parola e aiutiamoli a farlo.

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20170121 cf venetobancaIl M5S intende procedere, a proprie spese, ma a nome dei risparmiatori, azionisti e clienti truffati da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ad azioni giuridiche presso le Corti di Giustizia Sovranazionali e, in particolare, innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la tutela del risparmio dei cittadini e dell'integrità e salvaguardia del futuro delle imprese.

Sabato 22 gennaio 2017 si è tenuto a Castelfranco una conferenza per spiegare quali possibilità di ricorso ci siano per fare in modo che i risparmiatori truffati dalle banche possano vedere riconosciuti i propri diritti.

Chi non ha potuto partecipare all'incontro può scaricare il modulo di adesione al seguente link http://bit.ly/2jN4yvN e dopo averlo compilato, deve inviarlo a:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Moltissimi dati di approfondimento sono disponibili su https://docs.google.com/document/d/1Qqh5Pc0YjlLO8EXnCIkBU0_1yjR8IR7iWFoPorOBroM/edit?usp=sharing

Condividete, è molto importante!

Alla data del 24 gennaio 2017 sono oltre 700 i cittadini che hanno aderito al ricorso che stiamo portando avanti.

 
Per info
tel.: 0422 303944
mail.: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ulteriori info su www.castelfrancoveneto5stelle.it

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Triste caduta d’immagine per il Prosecco

colsanmartino 20161218 paesecolsanmartino 20161218 collinaFarra di Soligo, 20/12/2016 - Accade, quasi sempre di sabato e domenica, di vedere le nostre colline del Prosecco invase dal fumo proveniente da fuochi accesi qua e là da viticoltori, irrispettosi della legge, che per risparmiare qualche ora di lavoro provvedono a smaltire sarmenti ed altro materiale residuo bruciandolo in loco. Eppure l’ordinanza del Sindaco di Farra sulla gestione controllata delle combustioni è fin troppo chiara: “è sempre vietata la combustione sul luogo di produzione dei residui vegetali agricoli o forestali”. Il ricorso alla deroga, nei rari casi in cui era praticabile, era possibile solo fino al 31 marzo scorso. Ciò significa che a dicembre in nessun caso è lecito accendere fuochi!

Il dato che oggi purtroppo chiunque può constatare è che ci sono ancora parecchi viticoltori che, irrispettosi dell’ordinanza vigente, ottusamente ricorrono a questa pratica primitiva, confidando di passare inosservati e di meglio sfuggire ai controlli della polizia locale nei giorni di sabato e domenica, quando il servizio di vigilanza è ridotto.

Questi miopi agricoltori forse ignorano che il fine per cui è stata fatta questa ordinanza è quello di salvaguardare la salute di tutti i cittadini, loro compresi. Questi agricoltori forse ignorano che i prodotti della combustione, soprattutto se all’aperto, innalzano drasticamente i livelli di particolato e diossine nell’aria; ignorano i danni alla salute che derivano dalla respirazione di polveri sottili, che, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, ogni anno è causa della morte prematura di 84.400 persone in Italia; ignorano infine i benefici economici e biologici che si apporterebbero al terreno con la trinciatura in loco.

Questo fine settimana le colline di Farra di Soligo han fatto concorrenza alla “terra dei fuochi”; alcune combustioni si sono protratte per giorni, rimanendo attive, incontrollate, per l’intera notte. In questi casi non c'è coscienza, non c'è rispetto, e non c'ė neppure vergogna!

Il Sindaco ha fatto la sua parte, le forze dell’ordine anche; in casi come questi occorre che intervenga la società civile, perché è in gioco non solamente il nostro bene più prezioso, la salute, ma anche il buon nome del Prosecco! Se la nostra comunità vuole davvero alzare la testa, sarebbe auspicabile un comportamento più responsabile da parte di ogni cittadino, divenendo promotore di buone pratiche, ma soprattutto attivandosi a scoraggiare e segnalare qualunque azione illecita alla quale gli capita di assistere.

Approfitto per ringraziare pubblicamente vigili e carabinieri che tanto si prodigano per sconfiggere l’ignoranza di chi sa ricorrere solo al fuoco.

Movimento 5 Stelle Farra di Soligo

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Grazie a tutti per il grande risultato che tutti insieme abbiamo ottenuto! Il No in Veneto e in Italia ha prevalso al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre.
Il Veneto è medaglia d’oro per partecipazione al voto, con un’affluenza del 76,7% nella giornata del referendum costituzionale. Questo ci riempie d’orgoglio e dà ancora più forza al messaggio degli elettori.  

La schiacciante vittoria del No, che ha raggiunto il 61,9% dei voti contro il 38,6% del Sì, significa che i veneti, come il resto degli italiani, attribuisce la causa dei problemi del Paese alla classe che ci governa e non alla Costituzione.

La campagna che abbiamo fatto come M5S è stata una campagna sui contenuti della riforma. In Veneto abbiamo fatto centinaia di eventi all’unico scopo di informare, arrivando in tutte le province e a tutte le persone. Eravamo convinti della piena capacità dei cittadini di saper decidere cosa è meglio per loro stessi, anche di fronte ad un tema così complesso. Il risultato di domenica è la prova che avevamo ragione: non abbiamo bisogno di dittatori, sappiamo decidere con le nostre teste.

Abbiamo lavorato compatti contro lo strapotere del Pd, che ha investito 6 milioni di euro in questa campagna referendaria ed ha potuto contare sulle principali tv e i principali giornali.

Questo voto e le immediate dimissioni di Renzi proiettano il M5S al governo del Paese. Siamo già al lavoro per formare una squadra di governo ed un programma che saranno composti, come è nel nostro stile, sulla rete, insieme ai nostri iscritti.

In Veneto abbiamo ora il dovere di portare alti i valori di democrazia e di difesa della sovranità popolare che i cittadini hanno confermato ritenere prioritari con questo voto. E’ nella nostra natura farlo, come abbiamo mostrato in questi mesi, quindi chiunque abbia dato fiducia al nostro ideale di cambiamento non sarà deluso. Continuate a sostenerci, il bello deve ancora arrivare.

Ora veniamo al riepilogo delle attività settimanali.

Aula

In Consiglio regionale si è discusso il documento di economia e finanza, al quale abbiamo presentato degli importanti emendamenti approvati.

Il nostro Simone Scarabel, reduce da un tour presso aziende agricole e  allevamenti veneti ha raccolto le richieste degli operatori del settore e ha sviluppato delle proposte che la Giunta non ha potuto fare a meno di approvare. Le trovate in allegato. Di seguito la descrizione in breve.

  • In merito alla questione UNESCO delle colline del prosecco, abbiamo fatto inserire la tutela della biodiversità per limitare la monocultura del prosecco. Parere POSITIVO

  • In merito ai flussi di traffico abbiamo proposto un emendamento in un’ottica di prevenzione dei flussi non solo per costruire strade. Incentivare il carsharing il telelavoro e incentivare la mobilità volontaria per avvicinare le persone ai luoghi di residenza qualora utilizzino esclusivamente il mezzo privato. Facendo leva sulla PA che dovrebbe dare l'esempio. Parere POSITIVO

  • Parlando di rete di imprese abbiamo fatto inserire un passaggio che apre la strada per l'uso di valute complementari come il sardex, lo shek e il venetex per incentivare le reti di imprese e i consumi interni al circuito in questo caso regionale. Scarabel presenterà prossimamente un progetto dettagliato. Parere POSITIVO

  • Incentivare la cultura all'agricoltura biologica e biodinamica. Parere Positivo

Inoltre abbiamo scoperto un altro scandalo della Regione Veneto: nel documento di economia e finanza regionale del quale si è discusso in Consiglio è finito un emendamento presentato dalla giunta regionale e firmato dall’assessore Marcato che consente al governo veneto di spendere 56 milioni di euro per acquisire al patrimonio regionale le opere e gli impianti realizzati nell’ambito del progetto integrato Fusina. L’intervento di spesa andrebbe ad attingere ai fondi vincolati della legge speciale per Venezia.
E’ la stessa storia della Pedemontana. I project financing vanno in malora e il pubblico deve coprire i buchi dei privati. Il nostro Berti ha protestato in Aula denunciando questa ennesima ingiustizia ai danni dei veneti (guarda il video del suo intervento).
Movimento 5 Stelle Veneto

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(foto di Legambiente)

Con l’approvazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2009 «Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del bacino del fiume Piave» viene esclusa la soluzione della diga di Falzè, nel comune di Sernaglia della Battaglia (TV), quale manufatto da realizzare per la prevenzione delle esondazioni e vengono individuati una serie di interventi quali l’utilizzo dei bacini di monte, l’incremento della portata del fiume nel tratto finale e una serie di casse di espansione da realizzare lungo l’asta del fiume secondo un preciso ordine di priorità.

“A giugno 2016 la giunta regionale del Veneto ha avviato le procedure per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza idraulica del medio-basso corso del fiume Piave” spiega Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle che si è interessato alla questione della diga nel comune di Sernaglia della Battaglia. In questo documento della giunta regionale si specifica come tutte le proposte di intervento basate su diversi studi incaricati dalla Regione Veneto già nel 1985, prevedano differenti soluzioni: la ricalibratura dell’alveo nel suo tratto finale, la realizzazione di casse d’espansione e la costruzione di uno sbarramento a Falzè. La delibera della giunta regionale si avvale anche delle conclusioni contenute in uno studio commissionato dalla Regione al professore D’Alpaos, il quale ritiene più ragionevole affidarsi a un sistema di due interventi disposti in cascata da realizzare sempre a monte di Falzè, ma con caratteristiche modificate rispetto a quelle a suo tempo proposte e di fatto riproponendo la realizzazione di una diga a Falzè di Piave per trattenere un volume di ca. 40 milioni di metri cubi d’acqua, sostenuta da un altro invaso da costruire più a monte.

Le criticità della costruzione della diga di Falzè sono state segnalate ed evidenziate già nel corso degli anni anche dai sindaci dei comuni interessati e da comitati spontanei di cittadini nati per la difesa del territorio (No Diga), per i quali la realizzazione dell’invaso sul Piave comporterebbe un innalzamento delle falde e inciderebbe direttamente sul deflusso dei numerosi corsi d’acqua della piana Sernagliese, con il concreto rischio di conseguenti inondazioni degli abitati vicini, così come riportato dagli studi effettuati in merito” prosegue D’Incà. L’invaso inoltre sommergerebbe un ambito di notevole valore storico ed ambientale danneggiandolo irrimediabilmente ed infatti direttive europee escludono opere ad alto impatto ambientale e paesaggistico se previste in zone della rete Natura 2000 e nel caso di specie il piano di gestione del rischio di alluvioni esclude specificatamente la soluzione della diga per Falzè di Piave.

“Per evitare che si dia corso al progetto di realizzazione della diga a Falzè di Piave ho interpellato il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo” prosegue il deputato pentastellato. È chiaro che la soluzione migliore è procedere con gli interventi previsti nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2009, al fine di prevenire rischi idrogeologici che la costruzione della diga comporterebbe e di tutelare un territorio dell’alto valore ambientale, storico e paesaggistico.

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pfas venetoÈ da mesi che lo denunciamo e anche nel servizio delle Iene lo hanno confermato. Infatti, ci sono allevatori che stanno allevando pollame con dell’acqua contaminata da una sostanza tossica chiamata PFAS, che è stata sversata da un’azienda del vicentino.

Vogliamo precisare che i PFAS sono sostanze contenenti fluoro utilizzate per l'impermealizzazione di pelli, tessuti, calzature, pentole (antiaderenti), la cui pericolosità è nota da tempo in quanto associato a tumori, aborti spontanei, e non solo. Ma la maggior pericolosità di queste sostanze è dovuta al fatto che si accumulano nell'organisimo e quindi aumentando l'esposizione, alimentandosi ad esempio con cibo o acqua inquinata, aumenta la concentrazione nel sangue di queste sostanze cosiccome la probabilità di insorgenza delle malattie correlate.

Come M5S abbiamo scoperto che la situazione alimenti non è sotto controllo e abbiamo chiesto immediatamente che vengano controllati tutti i pozzi degli allevamenti che forniscono alimenti alla distribuzione.

Ma adesso vogliamo il nome dell’azienda della grande distribuzione alimentare che sta portando questi cibi su tutte le tavole degli italiani.

Lo abbiamo chiesto alla Regione Veneto attraverso un’interrogazione: vogliamo avere quel nome per la sicurezza nostra e di tutti i cittadini italiani. Appena avremo quel nome lo comunicheremo subito per fermare questo inquinamento e mettere in sicurezza tutti gli italiani.

Jacopo Berti, consigliere regionale Veneto M5S.

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no democraziaDomenica 17, nel silenzio generale, si sono svolte le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio della Provincia di Treviso. Sono passati poco più di due anni da quando Renzi, quella volta invece con massima partecipazione mediatica, si lodava per aver abolito le provincie e i suoi politici.
«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» sentenziava Tancredi nel "Gattopardo" ed amaramente la storia si ripete: si voleva mantenere in vita un carrozzone di cui ormai tutti i cittadini avvertono l'inutilità e si è ricorsi ad una soluzione elettorale di agile gestione e soprattutto facile da nascondere. Semplificando, infatti, con le nuove regole elettorali sono chiamati al voto tutti e solo i consiglieri comunali attualmente in carica nei comuni della provincia, mentre hanno potuto candidarsi come consiglieri provinciali solo i consiglieri comunali attualmente in carica (e come presidente della provincia solo i sindaci in carica).
Al di là del fatto, oggettivo, che, lungi dall'essere abolite, le Province sono più vive che mai, dal punto di vista puramente tecnico permangono molti dubbi sull'adozione di questa modalità elettiva. Si tratta di un meccanismo doppiamente mostruoso: da un lato, togliendo ai cittadini la possibilità di votare, si preclude loro la possibilità di scelta diretta dei propri rappresentanti, dall'altro, restringendo ai soli consiglieri comunali il numero dei possibili candidati, si introduce per tutti i futuri eletti la doppia carica (abbiamo da ieri un Sindaco Presidente... auguri!).
C'è inoltre un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale per poter parlare di libere elezioni, che è quello di individuare gli eletti a partire dall'espressione di voto dei cittadini alla data di svolgimento delle elezioni. Sembra una cosa ovvia, ma domenica così non è stato. Parte dell'elettorato era infatti l'espressione del voto addirittura del 2012 2013, anni in cui i cittadini di molti comuni della Marca si sono recati alle amministrative eleggendo, ignari, i futuri “grandi elettori”. Diciamolo a bassa voce, ma la sintesi è questa: chi è al potere vota per chi è già al potere. Con tali regole dove potremmo intravedere la possibilità dell'alternanza dei nostri rappresentanti? Quali risultati diversi avremmo potuto aspettarci dall'urna, se non quelli già espressi nelle amministrative degli ultimi cinque anni? Se in futuro a candidarsi saranno sempre gli stessi (perché anche i consiglieri provinciali hanno questa possibilità), è forse il segno che ci stiamo dirigendo verso forme di potere ereditario?
Per le ragioni che ho qui brevemente esposto, mi sento in dovere di comunicare ai cittadini (i quali tre anni fa mi hanno inconsapevolmente reso parte del corpo elettorale provinciale) che di fronte a questa assurda messa in scena ho scelto la disobbedienza civile; ho scelto di non votare.

Alessandro Sartor - Consigliere Movimento 5 Stelle Farra di Soligo

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Il Movimento 5 Stelle non si candiderà alle prossime elezioni del presidente della Provincia e del Consiglio Provinciale di Treviso, previste per domenica 18 settembre 2016. Una decisione, questa, in piena coerenza con la linea programmatica del M5S, che fin dalla sua nascita, ha proposto l’abolizione delle Province, in quanto rappresentano un “poltronificio” utile a piazzare politici, parenti ed amici ammanicati, ed a nominarli in aziende partecipate e controllate.

In Parlamento ne abbiamo proposto l’abolizione con l’affidamento di maggiori competenze e risorse ai Comuni, e la proposta è stata boicottata da tutti i partiti, nessuno escluso. Le Province, dunque, non sono state affatto abolite (dalla legge Delrio); esistono ancora oggi e sono peggio di prima.

Ed i cittadini sono stati derubati anche della possibilità di poter scegliere i propri consiglieri provinciali tramite elezione diretta. A nominarli saranno invece i sindaci ed i consiglieri comunali di tutti i Comuni della Provincia, chiamati a votare fra loro stessi: casta che elegge casta. L’opposto della nostra idea di democrazia.

Si tratta, in verità, della stessa soluzione proposta per il Senato da Renzi nella legge di riforma costituzionale. Una elezione di "secondo livello", dove a nominare i nuovi senatori saranno i segretari di partito ed a votarli saranno i consiglieri regionali, pescando tra loro stessi; di nuovo la casta che vota la casta. Per questo motivo non abbiamo mai presentato e non presenteremo alcuna candidatura alle elezioni provinciali. E per questo, come per tanti altri motivi, invitiamo a votare "No" al prossimo referendum sulla riforma della Costituzione.

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ricicloA seguito del pignoramento pervenuto al nostro Comune, il M5S Farra di Soligo ha avviato la settimana scorsa una raccolta fondi finalizzata al tamponamento delle emergenze in cui si è venuta a trovare la cittadinanza.
Tenendo a mente l’elenco dei servizi non più garantiti dal Comune e considerato che associazioni e gruppi autogestiti di cittadini hanno già fatto fronte alla gestione della mensa dell’asilo di Farra e dei pasti caldi agli anziani, ci proponiamo a collaborare con l’Amministrazione Comunale per coprire gli oneri finanziari necessari a permettere la riapertura del CARD il sabato pomeriggio.

Informazioni sul conto "Salva-Farra"

Lettera al Sindaco

Gentile Sindaco,
Le comunichiamo che il locale M5S, volendo dare il suo contributo per il bene della comunità, dopo aver avviato una raccolta fondi finalizzata al tamponamento delle emergenze in cui si è venuta a trovare la cittadinanza di Farra, si rende da ora disponibile a trovare un accordo per coprire gli oneri finanziari necessari a permettere l'apertura del CARD per tutti i sabati pomeriggio a venire (fino ad esaurimento credito), attraverso la retribuzione del personale di servizio mediante la forma di pagamento più idonea (voucher o altro).
Nell'attesa di Sue istruzioni operative nel merito, restiamo a disposizione per ogni chiarimento.
Il capogruppo M5S
Alessandro Sartor

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Espropriati-Comune 2-0, ma non secondo il Sindaco!

Una cosa è certa: alle amministrazioni che si sono succedute a Farra di Soligo negli ultimi vent’anni piace fare le cose in grande! Venerdì scorso ad esempio abbiamo assistito ad una enorme messa in scena, con ampio spiegamento di forze, ma di fatti concreti poco o niente.

Il Sindaco, procedendo anche a lettura di documenti ufficiali, ma senza dare voce alle parti, ha voluto ricostruire la sua versione dei fatti giocando in difesa e giustificando continuamente le sue scelte. Qualcuno glielo aveva chiesto? Nella Roma antica si diceva "excusatio non petita, culpa manifesta".

Nostra intenzione non è certo quella di colpevolizzare il Sindaco Nardi, cui va dato senz'altro il merito di aver utilizzato l'evento mediatico per calmare le acque, bensì quella di esigere chiarezza. Lo faremo nelle dovute sedi, intanto restiamo perplessi sulla posizione presa da amministratori e politici interpellati.

Ci chiediamo a tal proposito quale sia stato il valore aggiunto dei rappresentanti della politica di vertice intervenuti venerdì sera, i quali si sono limitati a portare il loro sostegno morale per poi unirsi all'appello del Sindaco affinché la questione si risolva in via bonaria, invitando gli imprenditori lottizzanti che indennizzino gli espropriati, senza coinvolgere il Comune. Non sappiamo con esattezza quale sacrificio sia per le parti giungere a tale intesa, certo è che la via bonaria è l'unica che metterebbe al sicuro le amministrazioni comunali, nel caso avessero delle responsabilità.

Ecco perché crediamo che il governatore Zaia abbia perso un'occasione per portare qualche chiarimento, ad esempio in merito alla valutazione sui terreni espropriati dalla Provincia di Treviso negli anni in cui ricopriva la carica di Presidente, e come quella valutazione fu presa in considerazione dal nostro Comune.

Al contrario i politici intervenuti hanno promesso di fare il possibile per modificare, dal punto di vista legislativo, una norma che, per ora, mette in ginocchio il nostro Comune. Siamo alle solite. Per esemplificare la cosa, e senza scomodare il "lodo Alfano", è come se al termine di una partita degli europei di calcio, nel caso le due squadre non riuscissero a trovare un accordo in via bonaria, gli sconfitti chiedessero all'UEFA di stabilire che chi ha subito più gol comunque vinca e passi il turno.

Il vittimismo mostrato nell’incontro pubblico di venerdì è solo discutibile demagogia: se, come accertato, errori vi sono stati, vanno pagati. Voler cancellarli o aggirarli significherebbe creare un precedente giurisdizionale a cui ogni Comune si potrebbe appellare per sanare le proprie irregolarità e, sostanzialmente, garantirsi l'impunità. Sarebbe un altro duro colpo per "lo stato di diritto", di questi tempi già labile, a favore della legge della giungla ove vince il più forte.

Una considerazione nel merito va fatta: se è vero, come ricordato dal Sindaco, che un'amministrazione ha il dovere di difendersi, è altrettanto vero che esistono anche avvocati d'ufficio, molto più economici di quelli che in questa causa fino ad ora hanno perso.

Come forza di minoranza, ci saremmo aspettati un coinvolgimento attivo da parte dell'Amministrazione per la risoluzione di questo grosso problema. Al contrario siamo stati messi a conoscenza del pignoramento solamente un'ora prima che lo sapessero i giornalisti!

Ci stiamo documentando sulla vicenda con senso di responsabilità, sia consultando direttamente le fonti, sia attraverso i controlli che ci è consentito fare, per trovare un equo epilogo per le parti, da troppo tempo vessate ed imbrigliate in questa triste e lunga vicenda, andando inoltre a fondo per far emergere eventuali responsabilità.

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Al fine di fronteggiare le criticità dovute al blocco del conto corrente del Comune, stiamo organizzando una raccolta fondi sul conto corrente 5333 1710 1687 0574 di Poste Italiane, IBAN IT81E0760105138247088547090, intestata al consigliere Alessandro Sartor, in modo che chiunque possa dare il proprio personale contributo, attraverso un normale bonifico o ricarica postepay seguendo le istruzioni disponibili negli uffici postali. In questo modo intendiamo dare concretamente una mano, raccogliere le risorse necessarie per finanziare  i servizi essenziali, come il trasporto e la mensa per i bambini dell’asilo, i pasti agli anziani e disabili, eccetera.

Al fine di garantire la dovuta trasparenza, l’estratto conto sarà pubblicato (previo oscuramento del nome dei donatori) nel sito www.farradisoligo5stelle.it e saranno fornite informazioni sulla modalità con cui verranno impiegate le donazioni.

Resoconto donazioni per Farra di Soligo

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Il Movimento 5 Stelle apre un conto corrente per fronteggiare le emergenze

alessandrosartorFarra di Soligo, 08/06/2016 - La notizia del pignoramento dei conti del Comune non ha sorpreso assolutamente, dal momento che è una misura attesa almeno dal 2008 a seguito delle sentenze relative all’esproprio dei terreni del PIP.  Appare pertanto fuori luogo  l’atteggiamento  incredulo della attuale Amministrazione, che ora sceglie una posizione vittimista, dopo aver sottovalutato un problema che (non avendo rilevanza nazionale), dovrà  con tutta probabilità essere risolto a livello locale, per quanto gravi siano le conseguenze.

Pensando alla lunga storia di questa vicenda, come gruppo di minoranza ci chiediamo se ci siano delle responsabilità da addebitare a quel Consiglio Comunale che vent'anni fa votò l’esproprio dei terreni oggetto della contesa ad un prezzo irrisorio, sebbene vigesse una legge che stabiliva il rimborso del valore venale; ci chiediamo quali responsabilità abbiano le amministrazioni successive (Citron, Nardi e Nardi-bis), che ormai da quasi 10 anni, visto l’esito delle sentenze, avrebbero potuto e dovuto accantonare un fondo per l’indennizzo degli espropriati. Ci chiediamo soprattutto quali mediazioni l’attuale Amministrazione abbia portato avanti tra le parti per giungere ad un accordo.

Un’amministrazione che osserva la diligenza  del buon padre di famiglia, dovrebbe offrire i giusti servizi ad un livello qualitativo accettabile, riducendo le spese superflue e cercando nuove entrate. Noi oggi possiamo solamente constatare che le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni hanno gestito il bilancio di denaro pubblico in modo non conforme alle reali necessità. Se da un lato non sono state attuate efficaci misure finalizzate ad un aumento delle entrate di bilancio (l’addizionale comunale IRPEF è sempre stata fissata al livello minimo, non sono mai state avviate campagne di sensibilizzazione affinché i cittadini devolvere alle attività sociali comunali il 5 per mille della dichiarazione dei redditi), dall’altro constatiamo la presenza di imponderate e magnifiche voci di spesa: da quelle legali sostenute in questi 18 anni per la difesa del Comune nei procedimenti del PIP, ai 94mila euro per l’adeguamento dell’illuminazione pubblica in via Scandolera, all’approvazione di un progetto per la realizzazione di una pista ciclabile della “straordinaria” lunghezza di 300 metri.

Sulla questione, le minoranze hanno avanzato un'interrogazione già alla prima seduta consigliare (luglio 2014), ma solo all'atto di pignoramento il Sindaco ha pensato di convocare le minoranze, con urgenza, per condividere il momento di difficoltà e pensare al da farsi. “In questo breve incontro il Sindaco ha voluto mostrarci le sue buone intenzioni – dichiara il consigliere M5S Sartor – ma di buone intenzioni è lastricata la strada dell’inferno. Sulla vicenda invece rimangono molte perplessità e per questo con le altre forze di minoranza chiederemo la convocazione straordinaria di un Consiglio Comunale, sede appropriata in cui cercare di fare chiarezza”.

Dal canto suo il Sindaco ha dato appuntamento a tutti i cittadini venerdì prossimo alle 20.30 presso l’auditorium Santo Stefano. Ci auguriamo che l’obiettivo non sia quello di trovare un colpevole o di innescare meccanismi di divisione tra i cittadini. Considerata l’importanza dell’evento e visto il ridotto numero di posti a sedere di cui dispone l’auditorium, per permettere a tutti i cittadini una corretta informazione il M5S trasmetterà l’evento in diretta streaming (www.farradisoligo5stelle.it).

 

Da venerdì 3 giugno nel nostro Comune vi è una situazione di emergenza anche economica, che il nostro gruppo consigliare ha pensato di fronteggiare con l’apertura quest’oggi della carta prepagata numero 5333 1710 1687 0574 di Poste Italiane, IBAN IT81E0760105138247088547090, intestata al consigliere Alessandro Sartor, in modo che chiunque possa dare il proprio personale contributo, attraverso un normale bonifico o ricarica postepay seguendo le istruzioni disponibili negli uffici postali. In questo modo intendiamo dare concretamente una mano, raccogliere le risorse necessarie per finanziare  i servizi essenziali, come il trasporto e la mensa per i bambini dell’asilo, i pasti agli anziani e disabili, eccetera. Al fine di garantire la dovuta trasparenza l’estratto conto sarà pubblicato (previo oscuramento del nome dei donatori) nel sito www.farradisoligo5stelle.it.

Nel contempo tenteremo di mettere in campo una serie di iniziative emergenziali a costo zero, contando sullo spirito solidale e del senso civico dei cittadini.

Coraggio.

Movimento 5 Stelle Farra di Soligo

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 I risultati delle analisi condotte da ARPAV sulle acque del Veneto, di recente pubblicazione, hanno portato alla luce un problema di ampia portata, da tempo seguito dal Movimento 5 Stelle di Farra di Soligo. Lo studio, avviato da ARPAV nel 2013, ha avuto come obiettivo quello di prelevare campioni di acqua destinata al consumo umano e di misurarne la concentrazione di PFAS, composti chimici utilizzati principalmente per rendere resistenti ai grassi e all'acqua materiali quali tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori per alimenti ecc.

Questi composti sono altamente persistenti nell'ambiente, pertanto la loro concentrazione ci racconta la storia di quel territorio. Non a caso tutta l’area che va dall’alto vicentino al veneziano, dove sono presenti attività industriali che fanno largo utilizzo di questi prodotti, risulta contaminata in modo significativo con punte che oltrepassano i limiti tollerati per legge.

"Per quanto riguarda il comune di Farra di Soligo - riferisce il M5s di Farra -  i risultati evidenziano un’alta concentrazione di PFAS (118 ng/L), che, benché entro i limiti fissati dall’ISS (500ng/L), sono un campanello d’allarme per un territorio dove sono già presenti altri fattori che mettono a rischio la salute dei cittadini. Fortunatamente non si parla di inquinamento dell’acquedotto, considerato che i prelievi sono stati eseguiti in un pozzo privato in via Monchera, tuttavia, considerato che nei comuni limitrofi (Sernaglia, Moriago, Follina) il livello di PFAS riscontrato è pari a zero, sorge spontaneo chiedersi perché proprio a Farra vi sia questa anomalia".

A questo proposito il consigliere Alessandro Sartor, portavoce del M5S in Consiglio Comunale a Farra di Soligo, così si esprime: “non stiamo colpevolizzando nessuno, ma è il caso di approfondire la questione per individuare se via sia un nesso causale. Per questo motivo depositeremo a breve un’interrogazione che inviti il Sindaco e l’amministrazione comunale a muoversi nella direzione della chiarezza e punti ad organizzare una tavola rotonda con ARPAV, ULSS, ATS al fine di individuare la sorgente d’inquinamento ed eventualmente precludere il consumo di acqua contaminata per uso umano ed agricolo”.

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Farra di Soligo, 01/02/2016 - I dati ARPAV evidenziano un preoccupante e continuo aumento delle concentrazioni di polveri sottili, come risulta dal grafico che mostra i valori medi rilevati in Conegliano. La Comunità Europea ha stabilito un limite di PM10 di 50 microgrammi per metro cubo, al di sopra del quale l’aria è ritenuta nociva per la salute umana, ma da più di una settimana le concentrazioni medie superano questo limite per raggiungere punte di 173 venerdì sera e 219 sabato sera.

arpav grafico pm10 conegliano 20160131La stessa ARPAV ha già evidenziato (dicembre 2014) come le emissioni di PM10 derivino per il 64% dalla combustione domestica di biomasse legnose, mentre i trasporti stradali incidono solo per il 18%. Risulta pertanto un rimedio poco efficace quello di ricorrere alle “domeniche ecologiche” senza traffico veicolare. Effetti benefici anche a lungo termine si possono ottenere ricorrendo all’efficientamento energetico degli edifici, con conseguente riduzione dei quantitativi di legna, pellet e altra biomassa legnosa che normalmente viene bruciata.

Se la strada della riqualificazione degli edifici può richiedere tempo, non richiede invece nessun investimento l'interruzione immediata di quel malcostume che consiste nel bruciare all’aperto potature di alberi e sarmenti: ARPAV ha misurato per queste combustioni una produzione di sostanze cancerogene in quantità di 10-100 volte superiore rispetto ad una combustione in caldaia. Va puntualizzato che bruciare potature e sarmenti all'aperto, oltre a costituire un illecito ed un grave danno per la salute, rappresenta una pratica non razionale, in quanto si va a disperdere in aria un prodotto che se compostato con vinacce o letame darebbe origine ad un ottimo fertilizzante organico.

Secondo la sperimentazione del CRA, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, l’utilizzo del compost ottenuto da sarmenti e vinacce nella misura di 40 quintali per ettaro ha consentito di aumentare la produzione d’uve del 30%!

È inutile dare la colpa alla struttura orografica del nostro territorio, alle condizioni meteo oppure ai veicoli; il forte inquinamento da PM10 presente nell'aria che respiriamo contiene gli inquinanti che noi produciamo: combustioni eccessive di biomassa legnosa per il riscaldamento degli ambienti e, peggio, combustioni all'aperto di potature e sarmenti.

La posizione del Movimento 5 Stelle è chiara al riguardo: per una migliore qualità dell’aria e per un reale miglioramento della salute dei cittadini occorre una politica che promuova al più presto la coibentazione degli edifici e che indichi la via del compostaggio per potature e sarmenti.

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Alessandra Moretti e Luca Zaia allineati: La Pedemontana si deve fare, è un opera strategica.

Anche se mette a rischio le falde acquifere presenti dove passerà l’opera, aspetto che nessuno dei due si ricorda di citare, evidentemente per Lega Nord e Partito Democratico è un aspetto trascurabile. Opera fondamentale dicono, esattamente le stesse parole di Chisso e Galan, padri dell’opera.

Il finanziamento con project financing, tanto caro a Galan, ripercorre la strada di un fallimento annunciato, dove gli imprenditori corrono a finanziare l’opera sapendo che poi incasseranno i pedaggi per quasi quarant’anni, corrono perché sono ben consapevoli che se il traffico stimato non sarà quello previsto i soldi a compensazione del mancato guadagno li metterà lo stato, cioè noi contribuenti.

Da notare che il calcolo sulla stima dei veicoli è stato effettuato in periodo pre-crisi, perciò c’è da aspettarsi che le previsioni siano sovrastimate. Le cose sicuramente cambieranno con il tempo, non preoccupatevi peggioreranno. Le previsioni, soprattutto sui costi, in Italia non corrispondono mai al vero, basta andare a vedere lo studio di fattibilità di 12 anni fa da dove poi scaturirono i progetti, allora il costo dell’opera era di 895 milioni, nell’atto aggiuntivo di due anni fa, anno 2013, il costo è arrivato a 2.680 milioni, un piccolo leggero aumento sulle previsioni.

Ora al riguardo si è espressa la Corte dei Conti sul progetto, ormai avviato, della Pedemontana Veneta.

Primo rilievo:” L’iniziativa è pressoché esclusiva dei privati, nella progettazione e nell’esecuzione”.

Secondo rilievo:”Ripetuti ripensamenti sulla modalità di realizzazione, con la soluzione finale ibrida di una superstrada a pagamento, con caratteristiche autostradali”.

Terzo rilievo:”Rilevanti contenziosi dei soggetti coinvolti, sia pubblici che privati”.

Quarto rilievo:”Significativa lievitazione dei costi per ogni ridefinizione progettuale”.

Quinto rilievo:”Costante aumento del contributo pubblico”.

Sesto rilievo:”Gli atti fondamentali dell’opera sono stati definiti da parte di coloro che ne sarebbero diventati, poi, commissario delegato e responsabile unico del procedimento”.

Riassumiamo:

Iniziativa in mano ai privati, progetti cambiati continuamente con risultato finale discutibile, contenziosi in atto, costi alle stelle in continuo aumento soprattutto per il contributo pubblico, poi fiore all’occhiello: atti fondamentali dell’opera scelti da chi poi è diventato commissario delegato e responsabile unico procedimento, così andranno sicuramente d’accordo.

Un aspetto non secondario ma trascurato dai più: il Veneto assieme alla Lombardia è la regione con la più alta percentuale di suolo consumato dal cemento, già dal 2001 il valore del suolo cementificato in Veneto era il doppio della media nazionale (12,2 contro 6,1).

Per Luca Zaia e Alessandra Moretti è un opera fondamentale, per le tasche e per i polmoni del cittadino Veneto un po’ meno. Loro progettano e pantalone paga perchè la devastazione del territorio ha un costo sul lungo periodo, e così al momento a pochi interessa, ma non preoccupatevi prima o poi il conto arriva. Anzi preoccupatevi che è meglio.

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Una proposta per attrarre nuovi visitatori riducendo il traffico

mappa follina cison muraE’ stato un weekend di fuoco per Follina e Cison: i visitatori si sono riversati in massa nei due comuni per gli splendidi mercatini di Natale, causando però lunghe code nelle maggiori arterie stradali: gia da Pieve di Soligo si osservava un serpentone di auto che saliva nel pomeriggio di martedì, a 20km/h, in direzione Follina, alla ricerca di un posteggio “introvabile”.

Inoltre per l’automobilista si poneva il problema di decidere se visitare il mercatino di Follina o Cison, oppure i presepi di Mura, con il risultato che, visto l’intenso traffico, spesso rinunciava a visitare tutte le 3 manifestazioni.

Suggeriamo, per il 2016, è di istituire un servizio di bus navetta che consenta di parcheggiare l’auto in periferia per accedere a Follina, Cison, Mura con un unico biglietto dal costo di 1€ o poco più.

La comodità di parcheggiare l’auto senza addentrarsi nel caotico traffico del centro, e poter visitare tutte le 3 manifestazioni spostandosi grazie al servizio bus navetta, dovrebbe migliorare di molto il traffico stradale nonché la propensione dei cittadini a visitare questi due comuni, vista la migliorata offerta turistica.

Per rendere inoltre più razionale e ordinato l’afflusso delle persone fra bancarelle e presepi, suggeriamo di disporre una segnaletica orizzontale e verticale che stabilisca la direzione del percorso pedonale in modo che la visita avvenga preferibilmente “a senso unico” evitando quindi i fenomeni di congestione.

Per il prossimo anno auspichiamo vivamente una stretta collaborazione fra i due comuni in modo da creare la dovuta sinergia per pubblicizzare quello che dovrebbe diventare un UNICO evento, in grado di competere a tutti gli effetti con i più blasonati mercatini tirolesi, aumentando in tal modo l’interesse a quelle che ora sono 3 manifestazioni separate, di cui i presepi di Mura costituiscono, purtroppo, l’evento marginale.

Ci congratuliamo infine con Follina per aver offerto ai visitatori, attraverso lo stand della Pro-Loco, pasti biologici, vegani e senza glutine, dimostrando quindi un’attenzione alle esigenze dei cittadini sensibili al tema del cibo salutare.

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PFAS nelle acque del VenetoIl 7 dicembre 2015, insieme a Medicina Democratica, il Movimento 5Stelle ha presentato il ricorso al Presidente della Repubblica contro l’Istituto Superiore di Sanità e la Regione Veneto per contrastare l’aumento dei limiti di alcuni composti PFAS a 4 atomi. Il ricorso è stato finanziato con la restituzione di parte degli stipendi dei consiglieri regionali M5S. “La Regione Veneto non ha atteso molto per recepire l’aumento dei limiti per i Pfba e Pfbs, quindi seguirà a breve anche un ricorso al TAR – spiegano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle - la scadenza per il ricorso al Presidente della Repubblica era il 9 dicembre 2015 e siamo riusciti insieme ai promotori a presentarlo entro i termini di legge”. Con questo ricorso si bloccano tutte le azioni della Regione e dei comuni che tengono conto dei nuovi limiti fino a quando il Consiglio di Stato non si esprimerà. Ciò significa che Regione e Comuni veneti dovranno applicare i precedenti limiti, che sono notevolmente inferiori ai nuovi (500ng/litro contro i 1500 ng/litro per i Pfas a 4 atomi). “Ricordiamo che in Italia abbiamo i limiti più alti d’Europa per i composti Pfas, pur conoscendo quanto accaduto in New Jersey col caso Dupont – continuano i consiglieri - come sempre la storia e l’esperienza degli altri non ci insegnano niente?”. “Stranamente sono stati innalzati i soli limiti di 2 composti a 4 atomi che ora produce la Miteni Spa di Trissino. Una casualità? - chiedono gli esponenti del Movimento in consiglio regionale - Sulla base di quale studi l’ISS ha alzato questi limiti? Sulla base di quali prove? E il principio di precauzione dov’è finito? Ricordiamo che siamo in emergenza sanitaria e ambientale (350.000 veneti coinvolti, 3 province e più di 50 Comuni) e sicuramente la soluzione non è certo alzare i limiti, come fatto anni fa per l'atrazina!”. “Le altre forze politiche dove sono e dove sono state finora? Perché nessun partito politico ha appoggiato e finanziato il ricorso di Medicina Democratica? - è il commento finale - Che senso ha sbraitare sui giornali senza fare azioni concrete? Noi agiamo, agli altri lasciamo le chiacchiere”.

Rimani aggiornato: consulta periodicamente la pagina relativa alle acque.

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salme (500x329).jpg L'indagine della Polstrada di Verona sul traffico e smaltimento illecito di rifiuti (fra cui amianto e rame) balzata agli onori ( e agli orrori) della cronaca è solo l'ennesimo atto violento contro l'ambiente, la salute e l'economia perpetrato nella regione Veneto. I cittadini veneti sono stati virtuosi, dopo aver visto i dati ISPRA 2012 (studio ISONITRATE) che hanno mostrato come suoli e falde acquifere siano in "zona rossa" in tutta la regione nelle aree di pianura, la RD è incrementata in tutta la regione, sono state affamate le ecomafie, termine generico che non si applica solo ad aziende mafiose nel senso stretto ma anche a tutte quelle aziende che compiono reati ambientali. La risposta al calo del business è stata l'import di rifiuti di ogni tipo da tutta Italia, ottenuto in molti casi grazie alla connivenza di controllori e amministratori (fra cui dirigenti regionali come Fior), rifiuti solidi urbani per alimentare gli inceneritori di HERA, rifiuto organico da ogni parte d'Italia, dalla Campania addirittura e a breve dalla Basilicata, rifiuti speciali fra cui scorie di fonderia non trattate sparse sotto a ogni cantiere alcuni creati ad hoc con un piano che possiamo chiamare "DISCARICA DIFFUSA", amianto, fanghi di depurazione ecc ecc senza contare i rifiuti indigeni: reflui di concia pelli, perfluoroalchili (interferenti endocrini e potenziali cancerogeni) che da 20 anni inquinano le falde e gli acquedotti di 340mila persone nei dintorni di Vicenza. La magistratura in Veneto sta faticando ad affrontare tutte le denunce e le inchieste in corso, la Commissione Ecomafie ha trovato un verminaio infinito e nonostante sia stata la prima missione territoriale svolta non si è ancora arrivati a un testo di relazione completo. I reati sono stati svolti in generale con finezza e con l'aiuto di consulenti esperti in diritto ambientale in modo da tentare di confondere controllori e inquirenti, ma il coperchio non è riuscito e i 5 cani deceduti dopo aver sgambato sui sottofondi stradali al Cromo portati da oltre 50 aziende in Valdastico hanno svegliato l'attenzione degli inquirenti che hanno trovato un sistema organizzato di difficile inquadramento giuridico. La nuova normativa contro gli ecoreati potrà in futuro disincentivare tali pratiche. La recente scoperta da parte della Commissione dello sperpero di oltre 780 milioni a Porto Marghera per finte bonifiche ha fatto partire una nuova epoca, ora le conoscenze tecniche sulla materia sono sempre più diffuse e sarà sempre più difficile truffare e fare ammalare i cittadini. In Veneto manca una discarica per amianto e i siti proposti sono stati scelti per palesi difformità rispetto alla normativa, per continuare a lucrare smaltendolo i maniera illecita sul territori o portandolo all'estero (l'Italia ha sperperato oltre 60 milioni di euro nel 2013 per portare amianto all'estero). Il rame vale 5mila euro a tonnellata, è necessario tracciare il recupero che deve essere nazionale, proprio in Veneto il rame recuperato viene mandato alla fusione in Scandinavia insieme all'oro, facendo perdere preziose risorse al nostro Paese. Auspichiamo che si faccia chiarezza su tutti i traffici e smaltimenti illeciti di rifiuti, purtroppo la volontà di eliminare il Corpo Forestale dello Stato espressa del premier in-eletto va in direzione opposta.

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Lavoratori della z.i. di Soligo costretti a fare 80km in più al mese.

Farra di Soligo - 13.11.2015. A partire dal 4 novembre, con ordinanza comunale, è stata vietata la circolazione su parte di via Piave e su via Monte Grappa, nella frazione di Soligo, reputando pericoloso per i residenti l’intenso traffico causato dai lavoratori dell’adiacente zona industriale.
farra di soligo via montegrappaQuesta scelta si è resa necessaria, si legge nell’ordinanza N°69, considerato che “a seguito di sopralluoghi effettuati dalla Polizia Locale è stata riscontrata la presenza di un intenso traffico di autoveicoli, soprattutto nelle ore di ingresso e di uscita dalla vicina zona industriale in viale Europa” e “in funzione delle numerose segnalazioni di comportamenti pericolosi per l'eccessiva velocità di transito dei veicoli, della mancanza di marciapiedi, dei numerosi accessi delle abitazioni”.

A seguito di questo provvedimento, abbiamo prontamente ricevuto le segnalazioni di alcuni cittadini che, per accedere alla zona industriale provenendo da Pieve, devono ora allungare il tragitto di 900 metri percorrendo tutta via Belvedere, buona parte di Via dei Colli e quasi tutta via Europa. Al contrario, la strada ora interdetta
al traffico si configura come una scorciatoia che consente di risparmiare 3.6 km al giorno, ovvero 80 km al mese, riducendo quindi il costo di carburante sostenuto dai lavoratori nonché l’inquinamento dovuto alle emissioni, sgravando inoltre via dei Colli dal traffico.
Inoltre, il provvedimento adottato dall’Amministrazione, di fatto, trasforma una strada comunale, i cui costi di manutenzione gravano su tutti i cittadini, in strada ad uso privato, utilizzabile solo dai residenti.

Riteniamo che sia giusto risolvere le situazioni pericolose, ma crediamo che sia sufficiente stabilire in quel percorso di strada, peraltro già interdetto ai mezzi pesanti, un limite di velocità di 30 Km/h, oppure valutare l’installazione sulla sede stradale di ulteriori dissuasori di velocità.
Chiediamo pertanto all’Amministrazione comunale di intervenire annullando la relativa delibera, e dimostrarsi più sensibili nei confronti dei lavoratori e dell’ambiente, attuando iniziative più appropriate quali la riduzione della velocità da 50 a 30 km/h su tutto il tratto interessato, al fine di risolvere ogni situazione di pericolo.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini del Quartier del Piave che ci inviano segnalazioni, idee e suggerimenti.

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Il piccolo comune della Marca citato nella mozione alla Camera dei Deputati contro l’uso indiscriminato dei pesticidi e lo stop alle deroghe “emergenziali”.

Farra di Soligo - Il 27 ottobre è stata discussa e approvata quasi in toto dalla camera dei deputati la mozione 1-00720 che chiede di regolare l’uso eccessivo, quando non superfluo, di sostanze chimiche in agricoltura, soprattutto i prodotti fitosanitari.

farra pesticidipesticidi atomizzatore
Il primo firmatario della mozione, Silvia Benedetti, deputata padovana del Movimento5Stelle, non ha mancato di citare il territorio del Prosecco e in particolare il comune di Farra di Soligo come emblemi di questa situazione.

Dal territorio solighese partono da anni segnalazioni e ricerche che hanno portato a confezionare la mole di informazioni necessaria a questo lavoro. Inoltre, è qui che si sono avuti i casi più eclatanti, come l’irrorazione dall’elicottero sui turisti tedeschi al ristorante, e le reazioni più accese con minaccia di querela subite dagli attivisti locali per aver sostenuto le stesse cose che ora vengono vagliate dal governo.

Si legge infatti nella mozione che “…in alcuni comuni dell'area DOCG Prosecco Conegliano Valdobbiadene, come, per esempio, il comune di Farra di Soligo, le abitazioni sono confinanti con i vigneti irrorati con erbicidi e fungicidi vietati dal piano d'azione nazionale; anche il traffico pedonale e automobilistico è a diretto contatto con i vigneti irrorati; trattasi, quindi, di zone costantemente frequentate dalla popolazione e gruppi vulnerabili…”.

“a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo è evidente la mancanza di un controllo e di relative sanzioni efficaci sulle aree nelle quali il mezzo chimico può essere usato, che garantisca il rispetto della normativa vigente a tutela della salute dei cittadini e del loro ambiente; peraltro, l'estrema vicinanza uomo-vigneti, di fatto, annulla la distinzione tra ambiente urbano e ambiente agricolo”.

Alcuni punti salienti sono stati bocciati dalla consulta camerale, che “non ci sente” riguardo le misure obbligatorie per i trattamenti eseguiti in aree agricole in prossimità di aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, in particolare la distanza minima da tali aree, 30 metri, e le caratteristiche dei prodotti che possono essere utilizzati. Fitosanitari che, secondo i dati diffusi dall’ARPAV, lo scorso anno sono stati venduti ed utilizzati, nella sola provincia di Treviso, per un quantitativo che supera i 4 milioni di chilogrammi, in buona parte tossici e nocivi.

“Purtroppo si capisce quali siano i punti sensibili su cui il Governo non vuole prendere posizione” scrive la deputata al gruppo di attivisti locali “e su cui continueremo a battere. Un grazie immenso a tutti coloro che hanno contribuito a questo lavoro.”

Il testo della mozione approvata: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=1/00720&ramo=C&leg=17&testo=1

L’intervento della portavoce alla camera Silvia Benedetti (M5S): https://www.youtube.com/watch?v=d-no55CuGho

Movimento 5 Stelle Farra di Soligo

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pesticidi erbicidi petizione

L’esposizione a pesticidi e diserbanti può risultare dannosa per la salute. Il problema riguarda innanzitutto agricoltori e coltivatori che utilizzano queste sostanze nel proprio lavoro. Ma non possiamo dimenticare le persone che vivono in zone agricole e che rischiano di essere esposte a sostanze nocive quasi senza rendersene conto.

 

Su Avaaz è nata una petizione per salvaguardare le persone che vivono nelle zone di campagna dall’esposizione a pesticidi e erbicidi. Secondo la Costituzione Italiana, la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della comunità.

Secondo quanto riportato nella petizione, il mezzo principale di esposizione ai pesticidi è l’alimentazione, ma gli agricoltori, le loro famiglie e le persone che vivono in aree rurali dove si pratica l’agricoltura intensiva sono più colpite dall’uso di pesticidi. Non dimentichiamo che di recente l’OMS ha classificato 5 pesticidi e erbicidi come cancerogeni per l’uomo, tra cui il glifosato utilizzato da Monsanto per produrre l’erbicida Roundup.

Al momento il problema riguarda soprattutto un vuoto normativo per quanto riguarda i trattamenti in prossimità di abitazioni e giardini. Soltanto in alcuni Comuni sono presenti dei regolamenti a livello locale a questo proposito.

La petizione richiede invece che si introduca urgentemente una specifica normativa in caso di utilizzo di prodotti fitosanitari al fine di tutelare la salute di tutti. In particolare la petizione sottolinea i seguenti punti:

1) Rispetto di distanze di sicurezza non inferiori a m 50 dalle abitazioni e dai campi coltivati a produzione biologica.

2) Obbligo di avvisare i confinanti almeno 72 ore prima di ogni trattamento (per evitare che i prodotti fitosanitari possano depositarsi sugli abiti stesi, intossicare chi mangia in giardino o addirittura i bambini che giocano all’aperto) ed esposizione di cartelli che avvisino del pericolo in seguito ai trattamenti.

3) Regolamentazione per le strade di accesso ai fondi interclusi di almeno 5 metri di sicurezza (anche per quanto riguarda la costruzione di serre agricole) per ogni lato di strada interpoderale, ove tale strada fosse l’unica possibilità per accedere al fondo.

4) Introduzione di sanzioni severe per fare in modo che queste leggi vengano rispettate (ad esempio il ritiro del patentino e una pesante multa).

L’appello è al Principio di precauzione, vigente nell’ordinamento in forza dell’articolo 174 del Trattato UE, secondo cui al fine di garantire la protezione di beni fondamentali come la salute o l’ambiente è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non è invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.

Firma qui la petizione per la tutela dai rischi legati a pesticidi e diserbanti.

Marta Albè - Fonte: greenme.it

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Farra di Soligo – 23.09.2015 - In questi anni di crisi, il bisogno del risparmio diventa essenziale per molti cittadini, costretti ogni mese a dover fare i conti con spese insostenibili.

Il Risparmio è l'argomento principale della serata informativa, organizzata dal Movimento 5 Stelle di Pieve di Soligo, che si terrà venerdì 25 settembre alle ore 20.45 a Soligo (Farra di Soligo) in Via San Gallo 17, presso la sala del centro sociale.

L'obiettivo della serata è esporre soluzioni semplici, senza oneri, per ridurre il peso delle bollette energetiche mediante la scelta di fornitori che garantiscono un minor costo e una maggiore sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda invece i servizi bancari e assicurativi, verranno esposte alcune possibilità che consentono di mettere al riparo i propri risparmi dalle speculazioni finanziarie che, analogamente al caso di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, possono portare al triste epilogo di perdita e blocco del proprio capitale.

Dalla bolletta di luce e gas, passando per le energie rinnovabili, fino al conto bancario e assicurazioni, i relatori Daniele Pesco e Gianni Girotto avranno il compito di spiegare i meccanismi in base ai quali il risparmio può essere effettivamente possibile.

A fine serata ci sarà un confronto con i cittadini che avranno l'opportunità di interloquire con proposte e quesiti.

L'ingresso è libero e tutta la cittadinanza è invitata.

Gli interessati che non potranno presenziare potranno seguire la serata in diretta streaming su www.pievedisoligo5stelle.it

Qui potete scaricare il volantino: http://files.meetup.com/8014322/Risparmio_ok2.pdf

Evento Facebook: www.facebook.com/events/1689928164569884

Movimento 5 Stelle - Pieve di Soligo e Farra di Soligo (TV)

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M5S contro Banca Popolare di VicenzaIl Movimento 5 Stelle, dopo aver denunciato in Parlamento il "caso Banca Popolare di Vicenza" è sceso in piazza sabato 12 settembre in diverse città del Veneto, Lombardia e Toscana con la manifestazione #azionistiinconsapevoli.
Jacopo Berti capogruppo M5S in Regione Veneto, presente a Vicenza dichiara:
“Ci sono 200mila correntisti che si trovano con i loro risparmi bloccati e bruciati da operazioni compiute dalla BPV, la quale usa lo stesso modello perverso di Vento Banca a dimostrazione che c'è un sistema bancario veneto coperto dalla politica per lucrare sulle spalle dei veneti.
Nessuno infatti ne ha mai parlato prima d'ora nonostante già nel 2008 sia stato fatto un esposto dall'Adusbef che denunciava il tutto a livello nazionale. C'è voluto un esposto del M5S alla procura e questa grande manifestazione per dar rilevanza al caso.
Fino ad oggi né la politica nazionale né quella locale ha preso a cuore la tutela dei risparmi, sudati col duro lavoro, dei veneti, ma da oggi la musica cambierà. Il M5S non permetterà che si ripeta mai più una cosa del genere! Combattiamo contro le lobby della finanza e delle banche perché noi siamo i cittadini che si ribellano alla vessazione dei poteri forti”.
Il Senatore M5S Enrico Cappelletti sottolinea:
 “Il M5S ha fatto già un'interrogazione parlamentare al ministro competente e si sta muovendo all'interno delle istituzioni per tutelare i cittadini. Siamo l'unica forza politica senza putridi legami con la lobby delle banche sfruttatrici. Al contrario del sindaco di Vicenza Variati che elogia la BPV come esempio virtuoso di banca del territorio che va tutelato e promosso, e al contrario della Moretti (Pd), la quale dopo aver ricevuto da Maltauro un finanziamento per le europee, ha ricevuto anche da uno dei dirigenti della BPV finanziamenti per l'ultima campagna regionale”.

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Farra di Soligo 07.09.2015 - Il Meetup del Movimento 5 Stelle di Farra di Soligo torna a ribadire la propria estraneità rispetto alle iniziative personali del consigliere Marina Vercelloni, da alcuni mesi  sfiduciata dal gruppo perché non allineata con gli obiettivi condivisi nel programma elettorale.

Durante il Consiglio Comunale tenutosi all’Auditorium Santo Stefano lunedì 7 settembre, il consigliere ha presentato una mozione avente oggetto “Interventi comunali per la legalità e il contrasto al gioco d'azzardo patologico". La mozione, mancante della condivisione e approvazione da parte del gruppo di attivisti, struttura essenziale e unica nel Movimento 5 Stelle, è stata presentata nonostante le proposizioni in essa contenute fossero già state colte dal Comune di Farra in concerto con tutti i Sindaci dell’ULSS7. Ciò ha gettato nell’imbarazzo l’intera comunità pentastellata locale, cosa che non sarebbe avvenuta se ci fosse stato alle spalle della rappresentante un idoneo gruppo di lavoro.

A ragione di questo, già in data 16 aprile alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle avevano incontrato, presso la sede dell’ULSS7, il Dott. Giuseppe Bazzo, Direttore dei Servizi Sociali, e il Dott. Carlo Cenedese, Responsabile del Centro Dipendenze Giovanili, per convenire sulla proposta che già in precedenza era stata formulata.

L’incontro, avuto luogo dopo un colloquio con l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Farra di Soligo, Avv. Silvia Mazzocco, nacque dalla necessità di monitorare con la massima collaborazione politica la situazione, altamente pericolosa per il tessuto sociale, cui le Slot Machine e le Video Lottery stanno portando anche sul nostro territorio.

Come ci venne comunicato prontamente, la Conferenza dei Sindaci dell’ULSS7 aveva già partorito un documento esauriente che mirava ad una lotta puntuale e ad un contrasto mirato ai problemi legati al Gioco d’Azzardo Patologico, approvato in data 3 aprile di quest anno.

Riteniamo che un consigliere comunale, per essere rappresentantivo del Movimento 5 Stelle, debba confrontarsi con il gruppo di attivisti nonché con i cittadini, tenendosi inoltre informato sulle attività dell’Amministrazione comunale. Auspichiamo pertanto che il consigliere Marina Vercelloni converga verso le iniziative del gruppo 5 stelle Farra di Soligo, oppure rinunci a fregiarsi del simbolo del Movimento 5 Stelle, portando avanti, a titolo personale, ulteriori iniziative insensate.

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Impossibile dormire con le finestre aperte: agricoltori bruciano le potature di vite nella notte.

 

Negli ultimi giornibruciatura04 abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di cittadini di Farra di Soligo che lamentano l’impossibilità di dormire la notte con le finestre aperte, nonostante il caldo afoso, in quanto verso le 6 del mattino spesso vengono bruciate potature di vite il cui fumo impregna per ore le stanze ove dormono.

Il Movimento 5 Stelle ritiene doveroso sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni provocati dalla bruciatura all’aperto di ramaglie o altri rifiuti.

I medici hanno stimato che nella Pianura Padana veneta si viva 3 anni in meno a causa delle polveri sottili; l’ARPAV ha rilevato notevoli sforamenti sul livello di PM10, idrocarburi policiclici aromatici e diossine in molti comuni del Veneto, evidenziando che la conformazione del Quartier del Piave risulta simile ad un catino, protetto dalle prealpi a nord e dal Montello a sud, nel quale le sostanze inquinanti presenti nell’aria ristagnano senza possibilità di essere spazzate via dal vento.

Alla luce di questo, riteniamo che abbiano fatto bene le amministrazioni comunali che abbiano deliberato il divieto di combustione all’aperto, cosiccome fanno bene polizia locale, carabinieri ed altre forze dell’ordine a sanzionare chi si ostini ancora a ripetere questa pratica dannosa alla popolazione.

Ricordiamo che le combustioni di rifiuti agricoli contenenti legno producono diossina qualora la temperatura dei fumi risulti inferiore a 400 gradi, ed evidenziamo inoltre come la diossina sia fortemente cancerogena ed abbia una molecola pesante per cui, con i fumi, viene trasportata a distanza dal rogo per poi ricadere a terra, su orti e giardini.

Il risultato è che i bacronotermostato 30gradimbini o gli animali che giocano sull’erba, e chi raccoglie gli ortaggi dal proprio orto, assimilano dosi di diossina che possono determinare, a lungo andare, l’insorgenza del cancro: per prevenire questi fenomeni, la legge italiana, attraverso il Testo Unico Ambientale D.Lgs 152/2006, prevede sanzioni molto alte, comprese fra 2600 e 26000 euro, per chi brucia rifiuti all’aperto, e stabilisce che anche ramaglie e potature sono rifiuti.

Cosa fare delle ramaglie? la soluzione ottimale è la triturazione ed il successivo compostaggio che, se eseguito correttamente, consente di ottenere un prezioso fertilizzante perfettamente igienizzato ovvero privo di patogeni: l’alta temperatura di fermentazione - fino a 70 gradi - consente infatti di eliminare tutti i funghi, batteri e insetti dal materiale di compostaggio. Il compost maturo è un ottimo fertilizzante che consente di migliorare la struttura del terreno, arricchirla di materiale organico, ed aumentare la salubrità e produttività delle piante.

Ci teniamo a precisare che chi pensa di fare il furbo bruciando i sarmenti in orari in cui i controlli risultano difficili, non solo molesta i cittadini, ma avvelena anche i propri terreni e li priva della possibilità di ammendarli con il compost prodotto dai sarmenti stessi. Sarebbe furbizia, questa?

E’ pertanto doveroso che i cittadini che notano combustioni di rifiuti agricoli e non, provvedano ad allertare tempestivamente la polizia locale, carabinieri o altre forze di polizia al fine di reprimere e prevenire questo tipo di delitto.

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  • 2 milioni di abitazioniI numeri del Veneto
  • 5 aree artigianali per comune
  • 1500 zone industriali
  • solo 2,5 persone per abitazione (record nazionale)
  • 116 ipermercati
  • 731 supermercati (un quinto dei supermercati in Italia si trova in Veneto)
  • MOSE: per 10 anni sono stati pagati 100milioni di euro all'anno, ovvero 273mila euro al giorno, in tangenti
  • Dal 1990 al 2010 la superficie agricola è diminuita del 21,55%
  • Ogni giorno si riducono le superfici agricole per un'equivalente pari a 50 campi da calcio
  • Il 92% delle centraline venete ha superato i limiti di Pm10 (il 68% in Lombardia, 50% Piemonte, 44% Campania)
  • Nella Pianura Padana veneta viviamo 3 anni di meno a causa dell'inquinamento
  • Il 2,18% della Pianura veneta è da bonificare, equivalente alla superficie di Padova, Vicenza e Treviso messe assieme
  • Il Veneto è la regione che più km di catrame rispetto alla superficie del territorio (13%), è la regione con più strade di tutt'Italia
  • Nonostante questa grave condizione chi sta decidendo in regione investirà nei prossimi anni 30 miliardi di € in altro catrame e cemento

VENETO a.d. 2015, una delle regioni più inquinate d'Europa

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La partecipazione di tutti noi può fare la differenza! Domenica andiamo a votare MoVimento 5 Stelle e liberiamo il Veneto da questa classe politica!

Volete un po' di numeri?

  • solo i candidati consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno firmato un impegno che li vede da subito obbligati a ridursi lo stipendio a 5000€ lordi, rinunciare al vitalizio, indennità di fine mandato e rimborsi elettorali: siamo cittadini comuni, non privilegiati!
  • abbiamo fatto una campagna elettorale spendendo 23.500€ di contributi privati volontari: non vogliamo che i cittadini siano obbligati a pagare la nostra campagna elettorale! Le liste Zaia, Moretti, Tosi, Morosin ci hanno inondato di volantini, depliant multipagina, spot pubblicitari ovunque, perché tanto pagano i cittadini con i rimborsi elettorali che si appresteranno a ricevere fra qualche mese. Vi sembra giusto?
  • Zaia sostiene che la sanità in Veneto sia un'ecellenza: che ne pensate del prestito trentennale di 777 milioni di euro che Zaia ha chiesto e ottenuto dallo Stato nel 2013 per ripianare i buchi della sanità veneta?
  • Come veneti ci lamentiamo, giustamente, dei ridotti trasferimenti di fondi da Roma al Veneto, e poi la regione Veneto si dimentica di chiedere lo stato di calamità per risarcire i danni ai privati cittadini relativi all'alluvione del 2 agosto!
  • In questi giorni si parla del grande scandalo internazionale FIFA, che ha produtto un giro di tangenti di 100 milioni di dollari. E che dire dello scandalo Mose, che ha prodotto tangenti versate a destra e sinistra per un valore di circa 1 miliardo di euro?
  • In consiglio regionale veneto, dal 2010 al 2015 hanno fatto parte della minoranza 10 consiglieri del PD: non si sono mai accorti del malaffare? Che opposizione hanno fatto?
  • In questi anni la regione Veneto ha spinto per molte grandi opere stradali con il meccanismo del project financing secondo cui il capitale viene messo in parte da aziende private che poi riscuotono il pedaggio, mentre la regione si accolla tutti i rischi. Nuova superstrada Orte-Mestre, Treviso-Mare, ... Vi sembra utile la trasformazione di buona parte delle statali attuali in superstrade a pagamento, o preferireste che venisse speso molto meno per la messa in sicurezza delle strade lasciandole libere dai pedaggi?

Gli elettori del Veneto che si recheranno alle urne per le elezioni regionali di domenica 31 maggio 2015, riceveranno una scheda verde come sotto indicato.

Per complicare le cose, quest'anno la modalità di voto risulta decisamente più complessa del solito, ma vediamo di fare un po' di chiarezza.

1 - Si vota solo domenica 31 maggio dalle 7 di mattina fino alle ore 23. Non ci sarà ballottaggio, quindi dobbiamo votare tutti in quel giorno.
2 - La scheda per le elezioni regionali è VERDE come il facsimile sotto indicato.
3 - Per votare il MoVimento 5 Stelle si deve:
- fare una croce sul simbolo del M5S a sinistra;
- barrare il nome del candidato presidente del M5S: Jacopo Berti, prestampato sulla destra;
- facoltativo: scrivere una sola preferenza per un candidato consigliere scelto tra quelli della vostra provincia di appartenenza.
 

Fac-simile scheda elettorale per regionali del Veneto 2015

Crediamo che tutti noi debbono riflettere su come siano andate le cose ultimamente in regione. Con la furbizia si arricchiscono solo loro ed i loro amici, ma per creare benessere economico a TUTTI è necessario governare con onestà. Pensate quante cose utili si potrebbero fare se non ci fossero sprechi e ruberie!
Proviamo a cambiare!!

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Viticultura biologicaIl tema dell'ambiente è molto importante per noi del Movimento 5 Stelle, in quanto crediamo che un ambiente più sano ci consentirebbe di vivere meglio, con meno malattie e di conseguenza meno costi sanitari sulle nostre spalle.
Ricordiamo che per colmare il buco della sanità veneta, la regione Veneto ha sottoscritto un prestito trentennale di 1.587.480.000 euro (quasi 1.6 miliardi di euro: 777.231.000 ottenuti nel 2013 e 810.249.000 nel 2014) indicizzati al tasso d'interesse dei BTP.
Crediamo che l'agricoltura biologica sia la strada da percorrere per risanare l'ambiente in cui viviamo, consentendo peraltro un maggior reddito ai coltivatori e una maggior propensione dei turisti a visitare le nostre aree.
Al fine di informare i cittadini circa gli obiettivi dell'agricoltura biologica e le relative tecniche, abbiamo raccolto alcune informazioni nelle pagine web:

Entrambe le pagine sono in continua fase di aggiornamento.

Alcune informazioni in breve:

  • solo in provincia di Treviso, vengono utilizzati oltre 3 milioni di kg di fitofarmaci all'anno!! L'Italia consuma il doppio dei fotofarmaci rispetto alla Francia;
  • in Italia vi sono dei biodistretti intercomunali in cui oltre il 90% dei vigneti sono coltivati con metodo biologico, con beneficio per l'immagine del prodotto e del territorio, e quindi per il reddito agricolo;
  • l'agricoltura biologica è normata dalla Comunità Europea che stabilisce la possibilità di utilizzare solo prodotti fitosanitari naturali, ad esempio il rame come fungicida per combattere la peronospora;
  • nella zona del DOCG Prosecco vengono emessi bollettini agronomici in cui si raccomanda di utilizzare, oltre al rame, anche altre sostanze chimiche non naturali quali il metiram, fungicida che analogamente al mancozeb appartiene alla famiglia dei carbammati: ci auguriamo che gli studi sul metiram non evidenzino gli stessi problemi del "fratello" mancozeb, che presenta i seguenti effetti collaterali accertati:
    • è interferente endocrino, ovvero crea disfunzioni a livello ormonale che porta a scompensi a carico della tiroide, tachicardia, diabete, disturbi neurocomportamentali, riduzione della virilità maschile e infertilità, anticipazione del menarca (età in cui iniziano le mestruazioni) ed endometriosi, e molto altro;
    • cancerogeno, come accertato nel 2002 dall'Istituto Ramazzini di Bologna;
    • è capace di oltrepassare la placenta raggiungendo quindi il feto;
  • in agricoltura biologica i trattamenti fitosanitari vengono fatti con dosaggi minimi di rame, tant'è che la quantità di rame normalmente utilizzata risulta di 3kg per ettaro all'anno, metà rispetto alla dose massima consentita;
  • mentre in viticoltura convenzionale si effettuano almeno 2 trattamenti insetticidi all'anno  utilizzando prodotti chimici a base di clorpirifos (interferente endocrino, deficit cognitivi e disturbi comportamentali, alzheimer, morbo di parkinson), in viticoltura biologica si usa una sostanza naturale chiamata piretro, che essendo fotolabile deve essere irrorata al tramonto e viene degradata dal sole il giorno seguente;
  • nonostante dal 2014 sia obbligatoria per legge la lotta integrata, che stabilisce l'obbligo per gli agricoltori di ricorrere ai mezzi meccanici e biologici prima di impiegare il mezzo chimico, continuano ad essere utilizzati gli erbicidi a base di glifosato, rinvenuto dall'ARPA nell' l'85% dei campioni di acque superficiali, probabile cancerogno nonché interferente endocrino. Vi sono studi che correlano l'aumento della celiachia con l'uso degli erbicidi nella coltivazione del frumento;
  • in agricoltura biologica si pone molta attenzione alla fertilità del terreno, con concimazioni che arricchiscono il contenuto di humus: letame, compost, sovescio. Una pianta ben nutrita produce frutti (e quindi vino) migliori ed è più resistente ai parassiti.
    Inoltre la forte presenza di humus nel terreno ne previene l'erosione e quindi riduce i rischi idrogeologici.

Crediamo che un'agricoltura biologica, responsabile e rispettosa dell'ambiente, unitamente ad una distribuzione dei prodotti agricoli attraverso una filiera corta che non veda l'azzeramento del guadagno per l'agricoltore a beneficio della grande distribuzione, sia il punto di partenza per una nuova economia redditizia e sana, che porterà indubbiamente ad un miglioramento della qualità e dell'immagine dei nostri prodotti nonché ad un aumento del turismo.
Crediamo però che il passaggio al biologico non debba essere una scelta obbligata bensì voluta dal coltivatore, in quanto richiede molto impegno e formazione, e ci auguriamo che sempre più coltivatori si rendano consapevoli della pericolosità di molti fitofarmaci normalmente impiegati e decidano di convertirsi ad una agricoltura sicuramente più ecosostenibile.

Siamo a disposizione per eventuali proposte o segnalazioni, da fare in email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure durante gli incontri locali indicati nel sito web.
Buona giornata.

Lo Staff del Movimento 5 Stelle - Pieve di Soligo

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FILIERA CORTA:

L’agricoltura che la sa lunga.

Consumatori protagonisti e aziende consapevoli. Il modello è semplice e i risultati straordinari. Si acquista direttamente dai produttori locali e di contribuisce a diffondere le colture tipiche, la biodiversità e le tradizioni gastronomiche.

La Filiera Corta è il modello di distribuzione naturale dei prodotti Biologici: più redditività per le imprese, più potere di acquisto per i consumatori. La Filiera Corta coinvolge tutti: rispetta l’ambienta, chi lo lavora e chi lo vive.

Tradizionali, ma anche inaspettati, ecco tutte le possibilità per vendere e acquistare prodotti in filiera corta:

·         Vendita diretta aziendale, è lo spaccio aziendale dell’imprenditore agricolo

·         Agri mercato o Farmers Market, il mercato dove i produttori agricoli vendono direttamente i loro prodotti

·         Punti vendita collettivi, luoghi dove più aziende in accordo tra loro, organizzano ed effettuano insieme alla vendita

·         Gruppi di Acquisto, organizzazioni di consumatori che acquistano insieme i prodotti direttamente dalle aziende agricole

·         Consegna a domicilio, il produttore si impegna a recapitare a domicilio dei consumatori un determinato quantitativo di prodotti concordati con il cliente

·         Sagre locali, manifestazioni pubbliche dove i produttori della zona possono esporre, far assaggiare e vendere i loro prodotti

·         E-commerce, dove non arriva la distribuzione tradizionale può arrivare la rete. I costi di un negozio on line sono sempre inferiori a quelli di un negozio tradizionale, in pochi click dal produttore al consumatore

·         Distributori automatici, il latte è stato il primo, stanno arrivando gli altri prodotti. L’azienda agricola alimenta direttamente una piccola catena di distributori, comodi e sempre aperti per i consumatori

·         Raccolta diretta in azienda, la voglia e il bisogno di tornare alla terra ha generato questa particolare forma di vendita dove il consumatore acquista prodotta da lui stesso direttamente raccolti

La filiera corta garantisce un ritorno sicuro, a breve e a lungo termine, nessuno può vantare questi risultati. La filiera corta è un ottimo investimento che paga da subito:

Prezzi trasparenti e risparmio, I prodotti passano direttamente dal produttore al consumatore senza altri soggetti intermedi, ecco perché il pezzo finale al consumo è trasparente e più economico per chi acquista e la remunerazione è più equa per chi produce.

L’ambiente ringrazia, meno consumi d’energia più tutela delle tradizioni:

                Meno imballaggi e meno spostamenti per ridurre rifiuti, traffico e inquinamento

                I prodotti locali sono il nucleo della filiera corta. La biodiversità, i gusti locali, le ricette e le tradizioni sono fortemente valorizzati

                Il rispetto delle stagionalità e della freschezza degli alimenti acquistati sono la garanzia di un prodotto migliore.

Ridistribuzione delle risorse per uno sviluppo sostenibile, è un modello di consumo che diffonde la cultura e la conoscenza del territorio e della sua gestione sostenibile

Più informazioni per il consumatore, esso può conoscere direttamente i produttori, i loro metodi di lavoro, la storia dei cibi che mette in tavola

Più sicurezza alimentare, la filiera corta riduce la possibilità si contaminazione del cibo e facilita il controllo della sua tracciabilità

 

La filiera corta nel Biologico è una scelta naturale e decisamente vincente, lo dicono le statistiche. In Francia rappresenta ormai il 13% delle vendite totali dei prodotti biologici, in Germania l’8%.

In Italia, da una recente indagine è emerso che dal 2006 la vendita diretta nelle aziende biologiche è in continua crescita. Più di 500 Gruppi d’acquisto (+66%), quasi 2000 aziende hanno un loro spaccio aziendale (+47%), 110 siti internet sono dedicati esclusivamente alla vendita on line (+39%).

Ormai quasi due italiani su tre acquistano prodotti in vendita diretta, almeno una volta all’anno mentre il 15% lo fa con una sequenza settimanale. E tutto lo si vede nei bilanci delle aziende.

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Dapprima Moretti non si presenta all'incontro davanti al Crowne Plaza hotel di Limena(PD) per firmare l'accordo sottoscritto da tutti i candidati del Movimento 5 Stelle alle regionali del Veneto, poi Berti si reca al comitato elettorale della Moretti per la sottoscrizione, e questa risponde proponendo una proposta di legge.

Ma non è più semplice firmware un documento a priori? Forse la Moretti spera con una proposta di legge di poter cambiare i parametri durante il suo mandato?

Al momento solo il Movimento 5 Stelle ha sottoscritto l'impegno concreto a rinunciare all'indennità di fine mandato, vitalizi, e ridurre lo stipendio a 5000 euro lordi.

 

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In un articolo su Lancet Oncology, 17 esperti parlano delle motivazioni che hanno spinto l’Agency for Research on Cancer di Lione (IARC) a inserire nella lista dei prodotti probabilmente cancerogeni 5 principi attivi ampiamente utilizzati nei fitofarmaci: malathion, diazinon, glifosato, paration e tetrachlorvinphos .

Anziano coltivatore che ad inizio primavera distribuisce l'erbicida nel proprio vigneto.


Il glifosato è un’erbicida non selettivo molto utilizzato, il cui brevetto è rimasto nelle mani della Monsanto fino al 2001. È presente in 750 diversi prodotti usati sia in agricoltura che nelle operazioni di disinfestazione urbana e domestica.

La vicenda del glifosato è complessa: nel 1985 è stato classificato come probabile agente cancerogeno dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (US EPA) e poi escluso dalla lista dallo stesso organismo. Anche il glifosato è stato collegato al linfoma non-Hodgkin, in ricerche americane, canadesi e svedesi, nel 2001: inoltre, anche in questo caso, prove in laboratorio hanno dimostrato la sua capacità di alterare DNA e corredo cromosomico.

Dal 2014 è vietato l'uso del glifosato in ambito urbano, e sebbene in agricoltura sia obbligatoria la lotta integrata che stabilisce la necessità di ricorrere ai mezzi meccanici e biologici prima di impiegare il mezzo chimico, continua purtroppo ad essere ampiamente utilizzato in viticoltura per dissecare i filari di vite (avete presente quelle strisce giallo-arancio che si vedono in pianura e collina?) e nelle altre colture (mais, grano, soia, patate, ...) per controllare le malerbe nell'interfilare.

L'erbicida viene a volte utilizzato pochi giorni prima della maturazione delle patate solo con lo scopo di facilitarne la raccolta meccanizzata, oppure nel caso del grano per fare in modo che giunga a completa maturazione.

Quanto ne usiamo? Secondo i dati raccolti da ARPAV, solo in provincia di Treviso nel 2013 sono stati utilizzati 212 tonnellate di dissecanti a base di glifosato, e secondo l'ISPRA il glifosato è il fitofarmaco maggiormente presente nelle acque superficiali, “presente nel 92% dei punti, quasi sempre in concentrazioni superiori ai limiti”.

Cosa succederà in futuro quando tale sostanza, percolando, giungerà alle profondità delle falde utilizzate dagli acquedotti?

Chi sosterrà i costi per realizzare nuovi pozzi di prelievo dell'acqua potabile sempre più profondi?

Mentre da un lato lo IARC ha stabilito la probabile cancerogenicità del glifosato, l'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha successivamente stabilito che il glifosato sia probabilmente non cancerogeno. Chi ha ragione e chi no? Intanto la Francia ha pensato di bandire il principio attivo perché interferente endocrino, ovvero altera il sistema ormonale degli animali.

Successivamente, l'EFSA ha stabilito la pericolosità del glifosato quando è associato al POEA, un coformulante ottenuto dal grasso animale (sego), cosicché l'UE in data 01/08/2016 ha emanato il regolamento di attuazione 2016/1313 che stabilisce dei limiti all'uso del glifosato, in particolare

  • divieto di utilizzo dei prodotti a base di glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione e dai gruppi vulnerabili, quali parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, ortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie;
  • divieto di utilizzo dei prodotti a base di glifosato in pre-raccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura;
  • al fine di proteggere le falde sotterranee, divieto di utilizzo in zone non agricole, in prossimità di corsi d'acqua o in suoli con contenuto di sabbia superiore all'80%;
  • divieto di immissione nel mercato di prodotti fitosanitari contenenti POEA (CAS 61791-26-2), e viene specificata una lista di erbicidi ora vietati.

Alcune obiezioni da fare al Ministero della Salute sono le seguenti: sono attualmente in commercio 21 erbicidi contenenti POEA che non sono stati inseriti nella lista al punto precedente, forse perché il Ministero ne ha ignorato l'esistenza. Ci sono altri 58 erbicidi che non riportano nella scheda di sicurezza informazioni sufficienti a determinare la presenza o meno del POEA o di altri composti. Infine, ci sono altri erbicidi a base di glifosato che contiene altre ammine con caratteristiche simili a POEA, che andrebbero studiate per verificarne la pericolosità.

Glifosato e celiachiaCorrelazione fra incidenza della celiachia e l'uso del glifosato nel grano

Un altro studio condotto negli Stati Uniti evidenzia come la notevole crescita dell'intolleranza al glutine sia direttamente correlato alla diffusione del glifosato nella coltivazione del grano.

L'intolleranza al glutinenon solo determina pesanti limitazioni nei tipi di cibo di cui nutrirsi, ma incrementa il rischio di cancro, problemi a carico di rene e tiroide, infertilità e deficit nei bambini nati da madre celiaca.

Poichè il grano può essere prodotto senza l'uso di erbicidi, ad un costo lievemente superiore, ha senso barattare la salute per un minore prezzo di acquisto delle farine ?

 

 

Differenze tra dichiarazioni dei produttori sul glifosato e ricerche indipendenti

(dati da: Buffin & Jewell, 2001)

Secondo i produttori

Risultati da ricerche medico-scientifiche indipendenti

Ha un basso potenziale di irritazione per occhi e pelle, e non è un rischio per la salute umana

Il glifosato è tra i pesticidi più segnalati come causa di avvelenamento accidentale.

Provoca una serie di sintomi acuti tra cui eczema ricorrente, problemi respiratori, elevata pressione del sangue e reazioni allergiche

Non causa problemi al sistema riproduttivo

Test cronici su conigli hanno dimostrato effetti nocivi sulla qualità dello sperma e numero di spermatozoi

Non è mutageno nei mammiferi

Danni al DNA sono stati osservati in studi di laboratorio in organi e tessuti di topi.

Nei topi sia il glifosato che l'erbicida Roundup danneggiano il DNA nelle cellule di fegato e reni, e causano danni genetici anche nelle ossa, nelle cellule del midollo

E’ sicuro per l’ambiente

Negli agroecosistemi è tossico per gli organismi benefici del suolo e gli artropodi benefici e predatori.

Nell colture, aumenta la suscettibilità alle malattie

E’ rapidamente inattivato nel suolo e nelle acque

E' il fitosanitario maggiormente presente nelle acque superficiali.

E’ molto persistente nel suolo e nei sedimenti. Inibisce la formazione di noduli di batteri azoto-fissatori sul trifoglio per 120 giorni dopo il trattamento. Residui di glifosato sono stati trovati in lattuga, carote e orzo piantati un anno dopo il trattamento

 

In provincia di Treviso, oltre 3 milioni di kg di fitofarmaci consumati all'anno

(dati ARPAV, progetto FAS - Fitosanitari Ambiente Salute)

Aree

ULSS-7

ULSS-8

ULSS-9

Provincia di Treviso

% sul totale

Totale kg

1.060.237

618.282

1.480.969

3.159.489 kg

100%

Fitosanitari tossici

156.736

81.799

177.404

415.939 kg

13%

Fitosanitari nocivi

556.603

373.777

868.920

1.799.300 kg

57%

Fitosanitari irritanti

330.895

150.237

412.780

893.913 kg

28%

 

 

Usare meno fitofarmaci è possibile, e lo dimostra il progressivo aumento di agricoltori biologici che coltivano prodotti certamente più sani, senza inquinare l'ambiente con prodotti chimici di sintesi.

Cibo sano e ambiente più salubre, per ridurre le malattie e la spesa sanitaria!

Collegamenti interni

Riferimenti bibliografici

 

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