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Categoria: Pubblicazioni locali
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Il sindaco Fabio Sforza riconosce solo ambiti istituzionali per le sue apparizioni. Per coloro che volessero sentirlo, in pubblico, non rimane che partecipare ai "Consigli Comunali" nei quali i cittadini non hanno diritto di parola.

IL MOVIMENTO 5 STELLE HA INVITATO (E NON CONVOCATO) I 15 SINDACI ZONE DOCG. COMPRESO IL SINDACO FABIO SFORZA.

Il M5S risponde al sindaco Fabio Sforza che si è sentito convocato. Invitare e convocare sono due azioni diverse.

Il M5S apprende che il sindaco di Pieve di Soligo, Fabio Sforza, ha solennemente annunciato su "La Tribuna di Treviso" del 13/06/2013, che non si presenterà mai in pubblica assemblea con dibattito, perché così è riportato: "Sforza risponde piccato anche a chi lo accusa di aver disertato l'incontro del M5S (400 persone) sui pesticidi, venerdì sera al teatro Careni. "Non spetta a un partito convocare i sindaci"


Di seguito l'invito che il M5S ha rivolto ai sindaci (invitati NO convocati) lo scorso 28/05/2013:
Il Movimento 5 Stelle di Pieve di Soligo rivolge un caldo invito a tutti i sindaci, affinché partecipino alla serata di venerdì 7 giugno 2013, ore 20.45 al teatro Careni di Pieve di Soligo. La serata dal tema “Pesticidi e tumori” tratterà problematiche importanti relative alla salute ed all'ambiente. Questa è un'occasione per i sindaci di ascoltare le opinioni di esperti, ma anche le preoccupazioni e i disagi quotidiani vissuti dai cittadini. Sarà molto gradita la conferma, via email, della partecipazione alla serata.
Nell'attesa di un gradito riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Movimento 5 Stelle - Pieve di Soligo

Quanti sindaci si sentono “convocati “ da questo invito ?
L'iniziativa è stata presa dal M5S, visto che i sindaci si stanno disinteressando di questi fondamentali problemi: la salute e l’ambiente. Il nostro sindaco, Fabio Sforza, riconosce solo ambiti istituzionali per le sue apparizioni e conseguenti dichiarazioni. Per coloro che volessero sentirlo, in pubblico, non rimane che partecipare ai "Consigli Comunali" nei quali i cittadini non hanno diritto di parola, anzi - se mai parlassero - sarebbero perseguiti penalmente.