Blog di Beppe Grillo

  1. di Luigi Di Maio

    Eugenio Scalfari ieri sera a Di Martedì su La7: "Tra Berlusconi e Di Maio scelgo Berlusconi". A Scalfari va il mio personale ringraziamento: ci ha confermato come si comporterà il “sistema” nei prossimi mesi. Sanno che il PD non ha speranza e l'unico che può garantire che tutto resti com'è, oppure torni addirittura indietro, è Berlusconi.

    Dopo 20 anni di campagna antiberlusconiana, dopo il bavaglio, le 10 domande, le tante parole al vento sul conflitto di interessi, adesso il fondatore de La Repubblica ci confessa che in fondo era tutta una farsa. Noi lo abbiamo sempre detto. Ricordate? Pdl e pdmenoelle sono sempre stati complici, funzionali l’uno all’altro per garantirsi potere a vicenda e tenere in piedi lo stesso vecchio sistema.

    L'Italia però non ha più bisogno del passato, né di Berlusconi né di Scalfari. Ha bisogno del futuro, di una vita migliore. E ne ha anche diritto. L'unica forza politica in grado di dare nuovo slancio all’Italia e discontinuità con questo brutto passato è il MoVimento 5 Stelle. E se a Berlusconi e Scalfari questo non piace ce ne faremo una ragione.


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  2. lombardirobertalazio.jpg

    di MoVimento 5 Stelle Lazio

    Come tutti saprete, ci aspettano mesi frenetici in vista delle elezioni regionali nel Lazio del 2018. Già in questo momento ci stiamo impegnando su vari fronti: lavoriamo al programma e alla rete territoriale, incontriamo molti portatori di interesse, programmiamo gli eventi della futura campagna elettorale e cerchiamo di far conoscere il più possibile quanto è stato fatto in questi anni dai nostri Consiglieri della Regione Lazio.
    Insomma, stiamo portando avanti una serie di attività preparatorie fondamentali, ma queste hanno dei costi e qui entrate in gioco voi.

    Per portare avanti le proprie attività, il MoVimento 5 Stelle (a differenza degli altri partiti) non utilizza finanziamenti pubblici o i fondi a disposizione del Gruppo Consiliare M5S della Regione Lazio, né riceve denaro da parte di grandi lobbisti e banche d’affari. Noi ci finanziamo solo attraverso le piccole donazioni dei cittadini.

    Per questo è stato costituito il Comitato Lazio2018 Regione di Vita, un Comitato che – nell'ambito delle proprie attività statutarie – si occuperà di promuovere la raccolta di contributi dei cittadini, che saranno utilizzati per far conoscere le attività del MoVimento 5 Stelle per la Regione Lazio e per sostenerne il programma e le iniziative in attesa della campagna regionale del 2018, per la quale verranno indette apposite raccolte fondi dal mandatario scelto dal MoVimento 5 Stelle.

    Abbiamo bisogno di voi e di tutto il vostro supporto: DONATE e PARTECIPATE per un Lazio a 5 Stelle, per la #NostraRegioneDiVita.

    La trasparenza è una nostra priorità: qui puoi leggere lo statuto del Comitato

    Per donare:

    IBAN: IT68W0558403264000000000785

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  3. barettaslot.jpg

    di Giovanni Endrizzi

    Il Governo esce allo scoperto in difesa delle multinazionali dell’azzardo. Dopo il rinnovo senza gara della concessione per i 'gratta e vinci' nel decreto fiscale, un affare miliardario per Lottomatica, mette nel mirino le leggi regionali che vietano l’offerta di azzardo vicino a chiese, scuole, luoghi sensibili: leggi rivelatesi efficaci nel proteggere la popolazione e perciò invise alle concessionarie del settore.

    In legge di bilancio, all'art. 90 il governo afferma che la necessità di svolgere le gare per le nuove concessioni sulle scommesse, va prima contemperata con un corretto assetto distributivo dell'azzardo; perciò proroga le concessioni in essere e obbliga le Regioni ad adeguare le proprie leggi sulla dislocazione dei punti di azzardo, secondo l'intesa raggiunta il 7 Settembre in Conferenza Unificata.

    E come dovrebbero le Regioni adeguare le proprie leggi?
    Questo non è per niente chiaro.

    Il punto 5 dell'accordo prevede una clausola di salvaguardia in materia di prevenzione e contenimento dell'azzardo, riferita ad alcune azioni di contrasto: le Regioni che hanno leggi più restrittive potranno mantenerle. Anche le altre potranno adottare misure più efficaci se necessario.

    Ma - appunto - la clausola si trova al punto 5 ; le distanze minime da scuole, chiese e luoghi sensibili sono trattate invece, separatamente, al punto 2, dove nessuna salvaguardia è prevista, anzi è stato inserito un assurdo: che Regioni ed Enti Locali “nel tutelare la salute” dei cittadini debbano tenere conto degli investimenti privati e non possano, con leggi e piani urbanistici, determinare zone libere dall'azzardo.

    Inspiegabile è la leggerezza nell'accettare quel pasticcio da parte di Regioni come Puglia, ma soprattutto Veneto e Lombardia, che mentre chiedevano maggiore autonomia con un referendum, mettevano a repentaglio quella che hanno già. A quel punto infatti tutto dipendeva da come il governo avrebbe dato attuazione all'accordo nel decreto ministeriale annunciato per fine Ottobre .

    Le vere intenzioni di Baretta erano puntualmente affiorate, con malcelata soddisfazione, subito dopo la firma dell’accordo: “Ora le Regioni non potranno più chiudere punti gioco, ma solo decidere dove collegare quelli previsti”. Ed ecco che -al posto del decreto- arriva la legge di bilancio; l'art 90 chiarisce definitivamente da che parte sta il governo: lo confermano le velate minacce di Baretta di imputare alle Regioni un danno erariale qualora non depotenziassero le norme anti azzardo. Chiaro, no? Ma perché non è arrivato il decreto?

    La legge di bilancio 2016 prevedeva che l'accordo Stato-Regioni sarebbe stato attuato con un decreto ministeriale da sottoporre al parere delle commissioni parlamentari competenti: un calvario, se il ministro avesse forzato il testo contro le Regioni. Diversamente, rispettando le leggi regionali, si sarebbe esposto ad azioni da parte delle lobby che prevedibilmente avrebbero preteso una diversa interpretazione dell'accordo.

    Infine l'accordo stipulato il 7 Settembre, conteneva una lunga serie di previsioni tra le quali alcune senz'altro virtuose e sgradite alle concessionarie; con questo articolo 90 il governo lascia cadere nel vuoto le belle promesse e sul resto cerca di scaricare la palla alle Regioni. E poiché la scadenza delle concessioni incombeva, cerca di divincolarsi dalla matassa che ha creato: le convenzioni non si rinnovano finché le Regioni non si adeguano, ma nel frattempo i concessionari possono continuare a lavorare indisturbati, pagando un obolo.

    Dopo mesi di ben altri proclami il sottosegretario Baretta dovrebbe prendere atto e dimettersi.

    NELLA FOTO: sulla destra il sottosegretario con delega all'azzardo Pier Paolo Baretta (Pd) gioca ad una slot-vlt all'inaugurazione di una fiera di settore a Roma.


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  4. di Giancarlo Cancelleri

    Fate vedere questo video a tutti! Fatelo vedere a chi derideva me e Luigi Di Maio per aver chiesto l’intervento dell’OSCE per monitorare le operazioni di voto in Sicilia.

    50 euro a voto. Una vera e propria compravendita di voti. A beneficiarne è un candidato del centro destra che (ovviamente) sostiene di essere estraneo alla vicenda.

    A denunciarlo sono le immagini e le testimonianze di un servizio mandato in onda dal programma televisivo Le Iene. Mi auguro che le autorità competenti facciano al più presto chiarezza. E che chi ha “goduto” di questi reati si passi una mano sulla coscienza.

    Il risultato di queste elezioni è stato tristemente contaminato da simili pratiche.
    Chi crede nel voto libero non può accettare che il futuro del proprio paese sia ostaggio di queste schifezze. E questa, probabilmente, è solo la punta dell'iceberg...

    Per la cronaca: dal video sembrerebbe che i voti comprati vadano alla lista di Forza Italia e a Nello Musumeci come Presidente.


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    di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

    Dopo l'Ema arriva un nuovo voltafaccia dell'Unione europea? È in corso in Marocco l'incontro annuale dell'Iccat, che deciderà le quote di pesca del tonno rosso. Sul tavolo dei negoziatori c'è una quota europea da concedere alla Turchia che in Europa non è. Vogliono sottrarre quote pesca agli italiani per darle ai turchi. L'Italia batta una volta tanto i pugni e cerchi di ottenere la giusta quota per i suoi pescatori. Dicendo 'no' alla quota turca e, soprattutto, aprendo finalmente la porta alla piccola pesca.

    Quest'anno è previsto un aumento delle quote tonno, dalle 23.500 tonnellate attuali alle 36.000 per il triennio 2018-2020. Si passerebbe così a una fase di gestione della risorsa ittica. Tuttavia, è inaccettabile che la pesca del tonno in Italia sia affidata quasi in toto a 15 grandi imprese, il cui impatto sull'ambiente marino è, tra l'altro, una delle problematiche mai risolte del nostro mare. La piccola pesca è una risorsa economica e sociale del nostro Paese, una risorsa ecosostenibile e un patrimonio di tradizioni da tutelare. Concedere loro una parte delle quote non basta: occorre anche risolvere il problema delle licenze, che di fatto impedisce a queste imbarcazioni di avere le attrezzature necessarie per pescare il tonno. Il governo si svegli.

    Il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle ha portato il caso in Commissione Pesca al Parlamento europeo. Abbiamo chiesto alla collega che rappresenterà la nostra istituzione in Marocco di far valere le ragioni della piccola pesca. Sulla Turchia, trovo inaccettabile che la Commissione europea voglia concedere ad Ankara una parte della quota che spetta ai paesi Ue. Non vorrei che dietro ci fosse il tentativo di spingere la Turchia ad applicare l'accordo sui migranti. Se fosse così, sarebbe l'ennesima vergogna di un governo italiano che in Europa non si fa rispettare.


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