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Non sono servite le firme della petizione presentata al Sindaco di Miane raccolte dai comitati locali, e nemmeno le segnalazioni fatte ai numerosi Enti pubblici preposti alla salvaguardia del territorio

IL GRIDO D’ALLARME LANCIATO DAI GRUPPI DEL M5S DEL QUARTIER DEL PIAVE A TUTTI I RESPONSABILI DELLO SCONQUASSO DELL’AMBIENTE 

Chiediamo a tutte le forze politiche e associazioni di intervenire con la massima urgenza, sollecitando la stampa e tutti gli organi demandati al controllo e alla salvaguardia del territorio

PIEVE DI SOLIGO (TV) 24.10.2014 -  Non sono servite le firme della petizione presentata al Sindaco di Miane raccolte dai comitati locali, e nemmeno le segnalazioni fatte ai numerosi Enti pubblici preposti alla salvaguardia del territorio e delle acque e men che meno è servito rimarcare che la Regione Veneto ha prorogato per altri 3 anni l’iscrizione di nuovi vigneti di prosecco DOC.

Nulla hanno prodotto le denunce presentate ai Consorzi di tutela del prosecco DOC e DOCG, in quanto la documentazione presentata si riferiva all’impianto di un vigneto per la produzione di prosecco DOCG in un terreno fuori dei confini delimitati dal DM 17.07.2009, "concernente il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata dei vini Prosecco, il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dei vini Conegliano Valdobbiadene -Prosecco e il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dei vini Colli Asolani -Prosecco o Asolo -Prosecco per le rispettive sottozone e l’approvazione dei relativi disciplinari di produzione".

Il nuovo vigneto verrà piantato in una località chiamata “Fontanazze”, toponimo di un terreno ricco di risorgive, che ad ogni precipitazione abbondante fanno fuoriuscire veri e propri torrenti d’acqua, senza dimenticare che in questa località sono presenti  pozzi d’acqua potabile.
Il decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, “Norme in materia ambientale”, all’articolo 94  disciplina le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano e definisce “zona di tutela assoluta” le aree immediatamente circostanti alle aree di captazione o derivazione, da difendere anche dall’accumulo di concimi chimici, fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi, come ripetutamente evidenziato dal rapporto ISPRA 175/2013 che sottolinea il già dilagante inquinamento delle falde acquifere superficiali.

Sebbene l’azienda agricola stia agendo su un terreno privato, i cittadini di Miane e del comprensorio non possono restare inermi a guardare l’alterazione IRREVERSIBILE di una collina che costituisce un patrimonio naturale collettivo, e le inevitabili conseguenze che ciò comporta. Le ruspe sono di nuovo al lavoro.
Chiediamo a tutte le forze politiche e associazioni di intervenire con la massima urgenza, sollecitando la stampa e tutti gli organi demandati al controllo e alla salvaguardia del territorio (Guardia Forestale, Polizia Municipale etc.). Quando gli alberi secolari saranno scomparsi e la conformazione della collina sarà definitivamente modificata, ogni intervento e dichiarazione ambientalista e in difesa del territorio diventerà inutile ed ipocrita come quelle che hanno fatto da triste corollario alla tragedia di Refrontolo.
E’ tempo, anche se tardivamente, che tutti gli autori e complici a vario titolo del dissesto idrogeologico dei comuni, della provincia e della Regione si assumano le rispettive responsabilità.

Siamo ancora una volta esterrefatti davanti ad un altro caso di manipolazione delle leggi e di stupro del territorio al fine del raggiungimento di mere finalità economiche, in barba al comune buon senso. Sollecitiamo, dunque, il comune di Miane nella persona del Sindaco Angela Colmellere a difendere il territorio e la salute dei suoi concittadini: questi due valori assoluti non fanno distinzione tra pubblico e privato.