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Viticultura biologicaIl tema dell'ambiente è molto importante per noi del Movimento 5 Stelle, in quanto crediamo che un ambiente più sano ci consentirebbe di vivere meglio, con meno malattie e di conseguenza meno costi sanitari sulle nostre spalle.
Ricordiamo che per colmare il buco della sanità veneta, la regione Veneto ha sottoscritto un prestito trentennale di 1.587.480.000 euro (quasi 1.6 miliardi di euro: 777.231.000 ottenuti nel 2013 e 810.249.000 nel 2014) indicizzati al tasso d'interesse dei BTP.
Crediamo che l'agricoltura biologica sia la strada da percorrere per risanare l'ambiente in cui viviamo, consentendo peraltro un maggior reddito ai coltivatori e una maggior propensione dei turisti a visitare le nostre aree.
Al fine di informare i cittadini circa gli obiettivi dell'agricoltura biologica e le relative tecniche, abbiamo raccolto alcune informazioni nelle pagine web:

Entrambe le pagine sono in continua fase di aggiornamento.

Alcune informazioni in breve:

  • solo in provincia di Treviso, vengono utilizzati oltre 3 milioni di kg di fitofarmaci all'anno!! L'Italia consuma il doppio dei fotofarmaci rispetto alla Francia;
  • in Italia vi sono dei biodistretti intercomunali in cui oltre il 90% dei vigneti sono coltivati con metodo biologico, con beneficio per l'immagine del prodotto e del territorio, e quindi per il reddito agricolo;
  • l'agricoltura biologica è normata dalla Comunità Europea che stabilisce la possibilità di utilizzare solo prodotti fitosanitari naturali, ad esempio il rame come fungicida per combattere la peronospora;
  • nella zona del DOCG Prosecco vengono emessi bollettini agronomici in cui si raccomanda di utilizzare, oltre al rame, anche altre sostanze chimiche non naturali quali il metiram, fungicida che analogamente al mancozeb appartiene alla famiglia dei carbammati: ci auguriamo che gli studi sul metiram non evidenzino gli stessi problemi del "fratello" mancozeb, che presenta i seguenti effetti collaterali accertati:
    • è interferente endocrino, ovvero crea disfunzioni a livello ormonale che porta a scompensi a carico della tiroide, tachicardia, diabete, disturbi neurocomportamentali, riduzione della virilità maschile e infertilità, anticipazione del menarca (età in cui iniziano le mestruazioni) ed endometriosi, e molto altro;
    • cancerogeno, come accertato nel 2002 dall'Istituto Ramazzini di Bologna;
    • è capace di oltrepassare la placenta raggiungendo quindi il feto;
  • in agricoltura biologica i trattamenti fitosanitari vengono fatti con dosaggi minimi di rame, tant'è che la quantità di rame normalmente utilizzata risulta di 3kg per ettaro all'anno, metà rispetto alla dose massima consentita;
  • mentre in viticoltura convenzionale si effettuano almeno 2 trattamenti insetticidi all'anno  utilizzando prodotti chimici a base di clorpirifos (interferente endocrino, deficit cognitivi e disturbi comportamentali, alzheimer, morbo di parkinson), in viticoltura biologica si usa una sostanza naturale chiamata piretro, che essendo fotolabile deve essere irrorata al tramonto e viene degradata dal sole il giorno seguente;
  • nonostante dal 2014 sia obbligatoria per legge la lotta integrata, che stabilisce l'obbligo per gli agricoltori di ricorrere ai mezzi meccanici e biologici prima di impiegare il mezzo chimico, continuano ad essere utilizzati gli erbicidi a base di glifosato, rinvenuto dall'ARPA nell' l'85% dei campioni di acque superficiali, probabile cancerogno nonché interferente endocrino. Vi sono studi che correlano l'aumento della celiachia con l'uso degli erbicidi nella coltivazione del frumento;
  • in agricoltura biologica si pone molta attenzione alla fertilità del terreno, con concimazioni che arricchiscono il contenuto di humus: letame, compost, sovescio. Una pianta ben nutrita produce frutti (e quindi vino) migliori ed è più resistente ai parassiti.
    Inoltre la forte presenza di humus nel terreno ne previene l'erosione e quindi riduce i rischi idrogeologici.

Crediamo che un'agricoltura biologica, responsabile e rispettosa dell'ambiente, unitamente ad una distribuzione dei prodotti agricoli attraverso una filiera corta che non veda l'azzeramento del guadagno per l'agricoltore a beneficio della grande distribuzione, sia il punto di partenza per una nuova economia redditizia e sana, che porterà indubbiamente ad un miglioramento della qualità e dell'immagine dei nostri prodotti nonché ad un aumento del turismo.
Crediamo però che il passaggio al biologico non debba essere una scelta obbligata bensì voluta dal coltivatore, in quanto richiede molto impegno e formazione, e ci auguriamo che sempre più coltivatori si rendano consapevoli della pericolosità di molti fitofarmaci normalmente impiegati e decidano di convertirsi ad una agricoltura sicuramente più ecosostenibile.

Siamo a disposizione per eventuali proposte o segnalazioni, da fare in email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure durante gli incontri locali indicati nel sito web.
Buona giornata.

Lo Staff del Movimento 5 Stelle - Pieve di Soligo